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Venezuela verso le elezioni presidenziali: cosa può succedere? I possibili scenari.
Attilio Folliero, Caracas 23/10/2006

Come è a conoscenza di tutto il mondo, Hugo Chávez vincerà le prossime elezioni del 3 dicembre; nessuno, ma neppure il più convinto degli oppositori pensa di poter vincere questa elezione. L'elezione di Chávez è dunque ampiamente scontata. La campagna elettorale dell'opposizione, in cui comunque gli USA (si gli USA!) hanno investito un sacco di dollari, in realtà è molto blanda ed è portata avanti senza convinzione proprio perchè tutti sanno che non possono vincere; tutti sanno che il popolo è dalla parte di Chávez.

I candidati alla presidenza sono tanti: 21 quelli ancora in lizza; ma di questi a parte Chávez, solo Manuel Rosales e Benjamin Rausseu, noto comico conosciuto con il soprannome di Conte del Guachero hanno qualche punto percentuale. Il Conte terzo nei sondaggi non raggiunge il 2%; il secondo dei contendenti, Manuel Rosales, il cosidetto candidato unico dell’opposizione partiva con una base di circa il 30%; a tanto ammontava, più o meno, la somma di tutti i partiti di opposizione, stando ai sonfaggi di inizio agosto, periodo del lancio delle candidature. Col passare dei giorni, questa percentuale si è via via assottigliata e Rosales oggi è dato a non più del 15/17%.

Rosales è un unomo solo, sempre più solo; il suo comando di campagna, costituito dai principali rapprsentanti dei partiti di opposizione ormai da tempo hanno smesso di accompagnarlo. Per non bruciarsi completamente, i suoi compagni di campagna, tra i quali importanti esponenti dell’opposizione, come Julio Borges e Teodoro Petkoff, preferiscono non farsi vedere o fotografare assieme a lui. La sua assoluta solitudine è l’aspetto prevalente della campagna elettorale del candidato di opposizione. Lo scorso fine settimana ha annullato le manifestazioni previste nello Stato Lara, adducendo motivi metereologici avversi; la verità è probabilmente un’altra: la assoluta mancanza di partecipazione popolare ha convinto il candidato a desisdere dall’idea di organizzare manifestazioni nello Stato Lara, fortemente schuierato col Presidente Chávez.

L’unica nota di questa campagna viene dalle enormi manifestazioni che accompagnano ogni uscita del Presidente in carica. Qui, in Venezuela quasi ogni settimana si assiste alla inaugurazione di qualche grande opera pubblica: una linea della metropolitana a Caracas o di qualche altra grande città; una linea ferroviaria; un liceo; una universita; un grande impianto per la produzione dell’energia dell’elettrica; un impianto di acqua potabile; un ponte ... tutte opere gigantesche che neppure l’opposizione più retrogade (quella della televisione commerciale) riesce più a dire che si tratta di operazioni elettoralistiche. L’inagurazione imminente del secondo Ponte sull’Orinoco, equivalente per grandezza al Ponte di Messina, per fare un esempio, i cui lavori sono iniziati anni fa e per pura coincidenza terminati in questo momento di campagna elettorale, nessuno può permettersi di dire che la sua inaugurazione è una operazione elettoralistica.

L’unica stupidezza che riescono a dire, sempre e solo i mezzi di informazione commerciale, è che si tratta di lavori progettati dai governi precedenti a Chávez. Si, è vero! Molte di queste opere erano state pensate 30 o quaranta anni fa, ma nessuno si era sognato di realizzarle concretamente. Era necessario l’arrivo di Chávez, che con la sua politica è riuscito a far si che gli ingenti fiumi di dollari derivanti dalla vendita del petrolio e delle altre materie prime, invece di finire nelle mani, o meglio nelle tasche e nelle banche di poche famiglie oligarchche, vengano utilizzati per la costruzione di opere pubbliche e per opere di carattere sociale.

Subito dopo l’inaugurazione del secondo ponte, iniziano i lavori per la costruzione del terzo che terminerà fra alcuni anni, sicuramente in prossimità di qualche elezione, visto che qua si vota praticamente tutti gli anni e tutte le volte è una vittoria sempre più schiaggiante per Chávez ed i partiti a lui collegati. Inaugurata, qualche settimana fa, la linea 4 del metro di Caracas, è imminente l’inizio dei lavori per il suo prolungamento che arriverà a servire anche una delle zone più esclusive di Caracas, Las Mercedes, zona abitata dalla borghesia, ma fortemente intasata dal traffico, per cui la realizzazione di questa ennesima grande opera non può che far accrescre i consensi verso Chávez anche tra le classi piu alte e privilegiate.

Probabilmente l’esempio piu evidente di come siano cambiate le cose in questo paese è rappresentato dall’autostrada che collega Caracas all’aereoporto. L’autostrada costruita dal dittatore Perez Jimenez oltre mezzo secolo fa, fu completamente abbandonata fino al punto che il ponte più importante è letteralmnte crollato nell’era Chávez; si è cercato invano di farlo sopravvivere fino al completamnto della nuova autostrada, ma tutto è risultato vano: 50 anni adi totale abbandono non hanno permesso il suo salvataggio neppure momentaneo, per arrivare al fatidico maggio 2007, data prevista per l’inaugurazione della nuova autostrada.

A parte i benefici materiali, le grandi opere sotto gli occhi di tutti, c’è un motivo ben più importante che spinge il popolo a votare per il suo presidente: Chávez ha dato dignità e speranza ad un popolo che per i governi precedenti semplicemnte non esisteva. In questo paese si sono avuti governi, presidenti, dittatori che si ricordavano del popolo semplciemnte per reprimerlo; presidenti/dittatori che chiudevano le poche scuole esistenti affinche il popolo rimanesse nell’ignoranza. Ricordiamo che in Venezuela, sotto i governi democratici della IV Repubblica, dal 1961 in poi, nasce la figura dei desaparecidos in America Latina.

Come potrebbe il popolo rivoltarsi contro Chávez? Attualmente, non credo esista al mondo un presidente più amato di quello venezuelano. C’è da dire anche che così come è amato dalla maggioramza, altrettanto è odiato dalla minoranza oligarchica di questo paese, abituata a spartirsi le ingenti risorse, lasciando le briciole alla poca classe media e praticamente niente di niente per la stragrande maggioranza della popolazione.

Che dire dell’opposizione? Due sono le certezze: la prima è che nessun candidato dell’opposizione ha la possibilità di vincere queste elezioni; l’altra certezza è che l’oligarchia non accetta e non accetterà mai di cedere il potere. Quindi, nella consapevolezza della sua sconfitta elettorale, è piu che certo che abbiano dei piani segreti, preparati col Governo USA e la CIA.

La sparizione di Rosales

Recentemente si è parlato di una possibile sparizione, ossia omicidio del candidato Rosales. Sicuramente molto presto questo candidato Manuel Rosales dovrà sparire, ma dietro le sbarre di una cella; infatti la magistratura ha accertato l’enorme corruzione e sperpero di denaro pubblico che ruota attorno alla sua gestione come Governatore della Regione Zulia: ingenti quantità di denaro pubblico venivano utilizzati per l’arricchimento personale, dei propri familiari e del proprio clan; ha scoperto proprietà in Spagna e negli USA e perfino aerei privati acquistati coi soldi dello Stato, utilizzati per l’arricchimento personale, invece che per opere pubbliche. Dunque Rosales se non sparisce dietro una cella, sicuramente deciderà di sparire per non finire in galera.

Purtoppo c’è da segnalare che in questo paese nessuno finisce in galera! Alla faccia della dittatura di cui Chávez è accusato dall’opposizione. Si può fare un colpo di stato; si può decidere di andare ad occupare la televisione pubblica; si può organizzare una serrata che provoca migliaia di milioni di dollari di danno al paese; si può andare ad occupare una ambasciata ... ; per tutti questi reati, commessi davanti agli occhi del mondo, praticamente nessuno è finito in galera.

In questo paese, nel 2002, il Governatore dello Stato Miranda, Riqui Mendoza, occupò la televisione pubblica e circola liberamente; il sindaco del Municipio Baruta, Capriles Radoski, fu protagonista dell’assalto ad una ambasciata, l’ambasciata di Cuba, eppure dopo essersi fatto qualche giorno di carcere è uscito in attesa di un giudizio che probabilemnte non arriverà mai! Lo stesso Manuel Rosales è uno dei firmatari del famoso decreto con il quale il dittatore Carmona il breve (per essere rimasto in carica solo 47 ore) aveva dissolto tutti i poteri pubblici; ossia è di fatto uno dei principali golpisti; eppure circola liberamente ed è addirittura candidato alla Presidenza della Repubblica!

In Italia, per fare un paragone, quei quattro scalmanati leghisti che qualche anno fa salirono sul Campanile di Venezia, dichiarandolo territorio libero della Serenissima Repubbblica di Venezia sono rimasti in carcere per anni. Qua, nessun golpista è finito in galera, tranne il solo Carlos Ortega, poi evaso ed oggi è l’ennesimo uccello di bosco di questa Repubblica.

A dire la verità fino in fondo, non è vero che nessuno finisce in galera: quattro giovani che nel 2004 hanno abbattutto la statua di Cristoforo Colombo sono rimasti 8 mesi in galera e potrebbero essere condannati a nuemrosi anni di carcere. Purtoppo – e bisogna gridarlo forte - in Venezuela si permette l’impunità. Le principali 4 televisioni commerciali a carattere nazionale, dal 2001 hanno smesso di fare televisione, per occuparsi 24 ore al giorno di politica antigoverno. Se non ci fossero state queste televisioni, il popolo Venezuelano si sarebbe unito completamente attorno al suo presidente riformatore, che con le sue riforme sta favorendo anche la classe media.

Ovviamente, queste televisioni rappresentano l’oligarchia ed è il vero partito di opposizione in Venezuela. In qualsiasi altro paese, Italia compresa, a queste televisioni sarebbe stata ritirata la licenza da anni. Qui si permette di disinformare e di alterare la verità impunemente. Si permette che organizzino la preparazione dei colpi di stato, di attentati ed omicidi. È certo, per ammissione stessa dei protagonisti ed in vivo e in diretta la mattina del 12 aprile del 2002 ed in numerose altre occasioni, che le TV commerciali hanno avuto un ruolo determinante nella realizzazione del Colpo di Stato dell’11 aprile 2002; hanno avuto un ruolo fondamentale nella serrata del dicembre 2002-gennaio 2003; il proprietario di Globovision, principale canale di opposizione, Nelson Mezerani, banchiere ed oligarca è il presunto mandante dell’omicidio del giudice Danilo Andreson, che indagava su tutti i principali “misteri” del Venezuela.

Questa è la realtà del Venezuela: le 4 principali TV commerciali per 24 ore ripetono da 5 anni di essere in un paese dittatoriale che reprime la libertà di stampa! Quando fanno finta di informare, l’informazione è completamente distorta, manipolata; forniamo solo un esempio, che si verifica puntualemnte tutte le volte che Chávez indice una manifestazione nella Avvenida Bolivar di Caraacas. Questa larga arteria viaria praticamente attraversa tutta Caracas da est ad ovest e nella parte centrale che va dall’Hotel Hilton al Palazzo di Giustizia, per più di due chilometri, è di solito utilizzata da Chávez per concludere le proprie manifestazioni. Per quanto questa arteria sia immensa, di fatto ogni volta è incapace di contenere tutta la gente che va alle manifestazioni di Chávez. Ebbene, puntualemnte le TV commerciali in ogni manifestazione di Chávez, ripetono lo stesso formato: un giornalista in diretta, sul posto a commentare la scarsa presenza di pubblico e le immagini che passano a testimoniarlo; solamente che le immagini sono sempre registrate tre o quattro ore prima, quando evidentemente l’immenso viale non poteva essere pieno; ovviamente la realtà è ben diversa ed è sotto gli occhi di tutti.

Fino al 2002, anche l’opposizione utlizzava questo spazio, con un successo di pubblico certamente non paragonabile alle manifestazioni di Chávez, però poteva utilizzarlo perchè aveva un seguito abbastanza consistente. Oggi, Rosales per la sua manifestazione elettorale più importante, la manifestazione di Caracas non ha utilizzato questo spazio, proprio perchè il seguito è cosi scarso che avrebbe fatto una figuraccia se avesse indetto la manifestazione in questo luogo così grande. È una verità inconfutabile.

Chávez vincerà con una maggioranza assoluta queste elezioni. L’oligarchia e, dietro di lei il governo Bush e la CIA, non lasceranno niente di intentato per cercare di sconfiggere Chávez.  Certamente non possono sconfiggere Chávez sul terreno elettorale.

Come si diceva prima, si è parlato di un possibile piano per uccidere Rosales ed addebitare la colpa a Chávez. In questo caso si potrebbero sospendere le elezioni ed il nuovo candidato dell’opposizione riuscirebbe vincitore perche il popolo si renderebbe conto che Chávez altro non è che un assassino. Questo più o meno si è detto e scritto, riportato anche da più parti in Italia. L’assassisinio di Rosales per mano della stessa opposizione e della CIA, facendo ricadere la colpa su Chávez, è una ipotesi che è circolata. Molti esponenti del Governo o vicni si sono detti preoccupati; oggi stesso il sindaco di Maracaibo, la capitale della Regione Zulia, di cui è Governatore Rosales, il signor Giancarlo Di Martino, di chiare origini italiane e appartenete alla coalizione che appoggia il presidente Chávez, ha dichiarato che bisogna proteggere il candidato Rosales.

Personalemnte non ritengo che questa sia la soluzione che adotterà la CIA. Non credo per un motivo molto semplice: nessuno, ma proprio nessuno crederebbe alla accusa che Chávez sia il mandante di questo supposto omicidio. Il popolo sa bene che Chávez è in netto vantaggio, quindi non ha nessun interesse ad eliminarlo fisicamente. Inoltre, per Chávez, Rosales rappresenta il candidato ideale; non avrebbe potuto sperare di meglio; qualsiasi altro candidato sarebbe stato capace di raccogliere più consensi, quindi Chávez non ha proprio nessun interesse alla sua eliminazione fisica ed il popolo è pienamente cosciente di questo.

Sono stati avanzati paragoni con il Messico del 1994, ma ritengo che siamo di fronte a situazioni completamente differenti: il popolo venezuelano ha una coscienza e difficilmente potrebbe essere ingannato con un simile stratagemma.

L’omicidio di Chávez

L’opposizione ha sicuramnte pianificato delle azioni sporche, tra le quali indubbiamente la più sporca di tutte è l’omicido dello stesso Chávez. L’oligarchia venezuelana, il governo di Bush e la CIA, sanno perfettamente che l’unico modo per sbarazzarsi di Chávez è eliminarlo fisicamente, ammazzarlo.

Proprio ieri, il presidente Chávez, parlando ad una immensa marea umana nella piazza più grande del Veneuzela, a Valencia, nella Regione Carabobo, ha dichiarato che in caso di una sua eliminazione fisica, il popolo sa cosa deve fare: accellerare la via al socialismo.

Alla CIA ed alla oligarchia venezuelana non interessa la conseguenza di una possibile assassinio del presidente Chávez, che per certo determinerebbe una guerra civile; alla CIA ed alla oligarchia interessa solo eliminarlo politicamente e fisicamente.

Il Colpo di Stato

Altro possibile scenario: una ripetizione del colpo di stato dell’11 aprile del 2002. L’opposizione già sta gridando all’imbroglio elettorale; negli Stati Uniti stanno circolando falsi sondaggi elettorali in cui si afferma che il candidato Rosales è dato fortemente in vantaggiato su Chávez; ovviamente quanto di più falso. Perchè stanno circolando all’estero questi falsi sondaggi, così lontani dalla realtà? Semplice: per preparare il terreno; diffondendo l’idea che Rosales sia in vantaggio, la sera del tre dicembre, di fornte al risultato reale (la maggioranza assoluta di Chávez) l’opposizione griderà all’imbroglio e l’opinione pubblica mondiale crederà all’imbroglio perchè tutti i sondaggi che gli erano stati somministrati davano in forte vantaggio il candidato oppositore. Chávez ha vinto grazie ad un imbroglio! Pertanto l’opinione pubblica mondiale non si opporrebbe alle possibili azioni di forza e violenza che l’opposizione metterebbe in atto in Venezuela.

È ciò che sta pensando l’opposizione: azioni di violenza per la strada (la cosiddetta guarimba) ed un possibile tentativo di colpo di stato, ripetendo lo schema dell’11 aprile. L’opposizione sta già organizzando una marcia per l’indomani della diffusione dei risultati elettorali, suppostamente scaturiti da un imbroglio; una marcia, attizzata dai mezzi di comunicazione, che chiede l’allontanamento di Chávez, vincitore delle elezioni grazie all’imbroglio. Lo schema prosegue con una imboscata da parte di francotiratori, sicari paramilitari fatti arrivare dalla Colombia. Quindi una strage annunciata da addebitare al presidente Chávez. Non si tratta di fantapolitica, ma di uno schema messo a punto dalla CIA e già sperimentato proprio in Venezuela (11/04/2002).

Chávez – e con questo allertiamo l’opinione pubblica italiana e mondiale – non ha bisogno di imbrogli per vincere le elzioni; ha la maggioranza assoluta. Chiunque arriva in Venezuela può rendersene facilmente conto. In ogni caso, anche se l’opposizione, con l’aiuto della CIA, sta organizzando questo tentativo di colpo di stato, preceduto da situazioni di violenza di strada (guarimba) bisogna anche dire che il popolo e lo Stato sono perfettamente consci dei pericoli all’orizzonte; quindi vedo estremamnte difficile che possa avere successo un colpo di stato, anche se ovviamente l’opposizone è capace di generare tutta la violenza possibile e pensabile.

C’è ancora uno scenario, che abbiamo lasciato per ultimo perchè pone in primo piano l’intervento diretto degli USA. Anche in questo caso, come nei precedenti, non siamo di fronte a delle ipotesi, ma di fronte a piani segreti, scoperti e rersi di pubblico dominio nei mesi scorsi.

La possibile invasione del Venezuela ad opera degli USA.

Lo schema, ossia la scusa per intervenire sarebbe data dalla proclamazione dell’indipendneza dello Stato Zulia, in nome dell'autodeterminazione dei popoli. Ovviamente il Governo centrale non potrebbe mai accetattre ciò e quindi interviene a difesa dell'integrità dello Stato. Gli USA avrebbero la scusa per intervenire militarmente a difendere questa supposta autodeterminazione del popolo dello Zulia.

Certo, appare alquanto difficile al momento per gli Stati Uniti aprire un nuovo fornte di guerra sul versante venezuelano. Gli Usa non sono stati capace di porre ordine in Iraq, quindi vedo molto piu difficile un intervento diretto in Veneuela. Gli Usa non hanno la forza militare per una invasione in Venezuela, almeno in questo momento che sono impegnati in Iraq e Afganistan ed hanno il problema dell'Iran e della Corea del nord. Gli USA sono una potenza aereonautica, ma con la sola aereonautiba e il bombardamento a tappeto non si conquistano i Paesi, i territori; lo ha dimostarto la guerra in Iraq, lo ha dimostrato recentemente l'invasione del Libano ad opera di Israele. Anche questa ipotesi non la vedo praticabile per l’immediato. Sicuramente più avanti, quasi con la imminente scadenza del mandato presidenziale di Bush, che a quel punto non avrebbe più niente da perdere, potrebbe aprirsi la prospettiva di una invasione statunitense.

A mio avviso, per l’immediato, rimane un unico possibile scenario aperto: l’omicidio del presidente.

Ci sono altri avvenimenti che sono denunciati e resi di pubblico dominio: strani incidenti stradali, aumentati enormemente rispetto alla media; pare ci siano camionisti pagati per provocare incidenti di traffico in punti nevralgici della circolazione, non tanto per fare dei morti, quanto per provocare code e ritardi da condurre al nervosismo generale la popolazione; molto spesso e senza alcuna giustificazione si stanno verificando degli scompensi negli impianti di distribuzione dell’elettricità; inoltre sono enormenete aumentate le vendite di alcol e birre, così come delle droghe. Tutte misure per generare un controllo sulle coscienze della gente.

E non dimentichiamo – per concludere – che in Venezuela esiste il voto elettronico; ciò significa che i dati viaggiano lungo le linee telefoniche, di proprietà dell’impresa telefonica CANTV, multinazionale privatizzata, dietro la quale ci sono i più grandi oligarchi del Venezuela.

Caracas, 23/10/2006

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