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Venezuela/Secondo ponte sul fiume Orinoco
Inaugurata una delle opere più grandiose dell'America Latina

Attilio Folliero, La Patria Grande, 14/11/2006


Ieri si è consumato in Venezuela l’ennesimo
golpe mediatico da parte dei mezzi di informazione privata. Tutto il mondo ricorda il silenzio dei mezzi di informazione durante il colpo di stato dell’aprile del 2002, quando, silenziati i principali mezzi di informazione pubblica (tra cui la televisione e la radio dello stato),  i mezzi di informazione privati, tra i principali protagonisti ed organizzatori del colpo di stato, hanno attuato un silenzio assoluto sugli avvenimenti che stavano occorrendo. Ebbene, ieri si è ripetuto lo schema: praticamente i principali mezzi di informazione privata hanno tentato di silenziare l’inaugurazione di una delle più grandiose opere costruite in America Latina e nel mondo intero: il secondo ponte sul fiume Orinoco.

Ieri, il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Chávez Frias, congiuntamente al presidente del Brasile, Lula, ha inaugurato il secondo ponte sul fiume Orinoco. Si tratta di una opera faronica, in cui sono stati investiti dallo Stato venezuelano circa 12.000 milioni di dollari e che inciderà enormemente sullo sviluppo di varie regione dell’America Latina (l’oriente ed il centro/sud venezuelano, il nord del Brasile) con implicazioni importanti nell’integrazione materiale del continente sud americano.

Ovviamente non si tratta di un semplice ponte, ma di un intero sistema di comunicazione; di per se’ il ponte è un’opera grandiosa, unica al mondo, di circa 4.000 metri, paragonabile al possibile ponte sullo stretto di Messina. Rappresenta, quindi il centro di un complesso sistema comunicazionale; infatti, attorno ad esso sono state costruite, al momento, circa 200 km di moderne strade ed autostrade e la via attraverso la quale passaerà la costruenda linea ferroviaria venezuelana.

Contemporanemaente all’inaugurazione del ponte, opera costruita congiuntamente dall’impresa venezuelana e brasiliana, di qui la presennza del presidente del Brasile, è stata posta la pietra iniziale di una nuova città che sorgerà ai piedi del ponte e che sarà pari ad una media città italiana. Questa nuova città rappresenterà un punto strategico nella geopolitica dell’America Latina:  oltre a coprire le esigenze di una regione in forte sviluppo (nel pieno rispetto dell’ambiente), servira’ a coprire una parte del fabbisogno abitativo del Venezuela e a decongestionare, almeno in parte, alcune grandi città come Caracas; sono già migliaia le famiglie in attesa di riubicarsi in questa costruenda città e che magari oggi vivono in condizioni di assolutà precarietà nella immensa barraccopoli che accerchia Caracas e le altre grandi città del Venezuela.

Il programma politico di Chávez, fin dall’inizio, ha previsto lo sradicamento della povertà entro il 2021, attraverso la costruzione di un nuovo modello economico, mirante tra l’altro all’integrazione latinoamericana. Probabilemnte nessuno, nel mondo intero, avrebbe scommesso un centesimo sulla possibilità che Chavez potesse riuscire in questo tentativo. Oggi, dopo soli 8 anni dall’inizio del suo mandato si intravede chiaramente la possibilità di sconfiggere la povertà in Venezuela e nell’America Latina. C’è da ricordare che di questi otto anni di governo, i primi due sono stati investiti nelle grandi riforme strtturali dello stato e altri due sono stati sprecati a lottare contro i vari tentativi di colpo di stato dell’oligarchia venezuelana, organizzati congiuntamente alla CIA ed all’imperialismo statunitense, come ampiemaente dimostrato da numerose investigazioni scientifiche, tra cui la famosa inchiesta portata avanti dall’avvocato statunitense, Eva Golinger nel suo Codice Chávez.

L’inaugurazione di questo ponte, che ha fatto passare sotto silenzio l’inaugurazione di altre importanti opere, tra cui una fabbrica venezuelana per la produzione di cellulari, è stata praticamente silenziata dai mezzi di informazione privati: televisioni private nazionali e quotidiani hanno praticamente del tutto snobbato la notizia o le hanno dedicato uno spazio a dir poco ridicolo. Un’opera, di cui oggi sono pieni i giornali e le televisioni di tutta l’America Latina ed il mondo intero, praticamente silenziata dai mezzi privati venezuelani. Chiaramente il silenzio mediatico ha il fine di impedire la diffusione delle opere realizzate dal governo Chávez. Immaginate per un istante l’inaugurazione del ponte di Messina ad opera di un Prodi, opera di cui ovviamente parlerebbe tutto il mondo. E immaginate le televisioni private italiane senza darne alcuna notizia! Per un italiano ciò risulterebbe assurdo! Ebbene questa assurdità succede tutti i giorni in Venezuela.

Questo ridicolo tentativo, in atto dal 2001, di voler tappare il sole con un dito, in realtà si è completamente rivoltato contro le televisioni private che, ormai in Venezuela hanno indici di ascolto e credibilità bassissimi. Il problema è l’esteriore: il pubbblico mondiale, guardanto queste televisioni via satellite, ha del Venezuela un’immagine completamnente distorta. In Italia ed in qualsiasi altro paese democratico del mondo queste televisioni sarebbero state chiuse da anni. In Venezuela si tollera l’impunità ed i delitti piu’ abberanti, come i colpi di stato, assalti alle ambasciate, serrate che hanno quasi affamato l’intera popolazione, occupazione indiscriminata di piazze, occupazione e silenziazione dei mezzi pubblici di comunicazione (televisione e radio nazionale). Nessuno per questi reati gravissimi è mai finito in galera, benchè tutto il mondo ha visto i responsabili commettere questi reati sotto gli occhi delle telecamere.

Attilio Folliero/LPG, Caracas 14/11/2006

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