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Le cretinate de La Stampa

Attilio Folliero, LPG, 05/04/2007

Ancora una volta la Stampa, il giornale della famiglia Agnelli e della FIAT esce con un articolo che definire una cretinata è poco. Verrebbe da usare ben altro termine, che per rispetto dei lettori non utilizziamo. L'articolo, che riportiamo in calce, si intitola "Chávez contro l'alcol, il popolo contro Chávez". A parte la solita stonante accusa di populismo, che dimostra tutta l'ignoranza dell'anonimo autore (l'articolo non è firmato) sulla realtá venezuelana, parteggiare per la diffusione dell'alcol è veramente assurdo e cretino.

L'alcol è di fatto uno dei mali di questo paese, la causa di tanti incidenti stradali e non solo. Lo stesso anonimo articolista asserisce, in chiusura dell'articolo, che il Venezuela è al primo posto in America latina per il consumo di birra e ai primissimi per quello di alcolici in generale. Allora, non è normale che un Governo serio pensi di porre dei rimedi ad uno dei peggiori mali sociali del proprio paese? Quale modo migliore, se non riducendo i consumi? Di fronte ad un male sociale cosi evidente un Governo che dovrebbe fare? Starsene con le mani in mano? Oppure in nome del Dio consumo (dell'alcol) permettere che la popolazione (la parte dedita all'alcol)  continui ad ubriacarsi, ammazzarsi ed ammazzare? Non è logico intervenire per tentare di arginare il problema?

Inoltre, per continuare la tesi dell'articolista che scrive ignorando totalemnte dei fatti venezuelani, c'è da aggiungere che lo stesso vuole attribuire dei meriti o demeriti al Governo Chavez, quando in realtá Chavez, in questo caso, non ha nessun merito visto che la cosidetta "Ley Seca" esiste da tempi immemori! La Ley seca, ossia la legge che proibisce la vendita di alcolici in determinate occasioni e periodi non è stata emanata oggi, ma è vecchia, vecchissima! Si informi, l'articolista! Si informi!

Il popolo contro Chávez, titola l'articolista. Credo che neppure il più ubriacone si sia ribellato contro Chávez e meno che meno il popolo che vede in questo provvedimento qualcosa di veramente utile. Con questo provvedimento è daccordo chiunque, soprattutto le classi medie e dell'opposizione, che sono le più colpite dagli incidenti stradali, causati da conducenti che abusano con gli alcolici.

Scrivere contro un provvedimento che limita la vendita dell'alcol (non proibisce, semplicemnte ne limita la vendita nel tentativo di ridurre l'abuso) è veramente una cretinata. La colpa, però, non è dell'articolista, ma di chi permette che cretinate, anzi ridicolezze del genere vengano fatte leggere ai lettori, ossia di un direttore, che nella foga di attaccare Chavez, scade nel ridicolo. In ogni caso se l'articolista ed il direttore Anselmi voglionoi cadere nel ridicolo e farsi ridere addosso sono liberi di farlo. Qualsiasi lettore sa giudficare.

Comunque è da segnalare che non è la prima volta che questo giornale attacca il Venezuela, come piú volte da noi denunciato.

Terminiamo chiedendo all'Ambasciatore della Repubblica Bolivariana del Venezuela in Italia di far sentire la propria voce contro un giornale che sta sistematicamente cercando di screditare il Governo Chavez ed il Venezuela.

La email dell'Ambasciata della Repubblica Bolivarina del Venezuela in Italia è la segunte: embaveit@iol.it. Inviatiamo i nostri lettori ad unirsi a noi in questa rischiesta, inviando una email all'ambasciata con la quale chiedere una protestare formale verso il quotidiano "La Stampa".

E se il Governo del Venezuela se ne uscisse con la "ridicolaggine" di proibire la vendita delle auto FIAT in Venezuela? Cosa ne penserebbe il signor Anselmi, direttore de La Stampa? Ai signori de La Stampa chiediamo di smetterla con questi ridicoli articoli.

Chávez contro l'alcool, il popolo contro Chavez

Fonte: La Stampa

Il presidente populista ha vietato la vendita di alcolici nella Settimana Santa, ufficialmente per limitare gli incidenti stradali.

Venezuela in rivolta contro la Settimana Santa senza alcol imposta da Hugo Chavez. Il presidente populista ha vietato la vendita di bevande alcoliche in strada e sulle autostrade fino a dopo Pasqua mentre nei bar e negozi ci sarà un’unica breve finestra per acquistare vino, birra e liquori, tra le 10 e le 15 di sabato. Ufficialmente il divieto mira a limitare gli incidenti causati dalla guida in stato d’ebbrezza nel ponte delle festività pasquali, ma sembra rientrare nella crociata di Chavez contro l’alcol in genere.

A dicembre il leader bolivariano aveva proibito «i camion della birra», i furgoni-frigo che vendono lattine e bottigliette nei quartieri popolari, e più recentemente ha imposto un dazio del 35% sulle importazioni di whisky, con cui i venezuelani accompagnano spesso i loro pranzi.

La Consecomercio ha denunciato che così si ridurranno del 60% le vendite proprio durante uno dei più lunghi periodi di vacanza dell’anno. La rivolta accomuna anche i consumatori, che guardano con orrore all’idea di una Pasqua «secca». Molte le proteste spontanee, in particolare nell’isola di Margarita, popolare meta turistica. Il Venezuela, anche grazie al benessere portato dal boom di esportazioni petrolifere, è al primo posto in America latina per il consumo di birra e ai primissimi per quello di alcolici in generale.
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