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Crisi del 2008: possibile una forte riduzione del Dow Jones, anche del 90%

di Attilio Folliero

Caracas, 09/10/2008 - Attualizzato 22/11/2008

La crisi del 2008 non è una crisi qualsiasi; è una delle crisi cicliche che colpisce il sistema capitalismo, ma di quelle che avvengono ogni 60/80 anni. Nei circa duecento anni di storia del capitalismo, fino ad ora si sono avute due grandi crisi che hanno determinato importanti cambiamenti strutturali nell’ambito del capitale: la crisi del 1873, che decretò la caduta dell’Inghilterra come superpotenza e l’ascesa di altri attori, in primis gli USA; la grande crisi del 1929 che ebbe effetti devastanti per circa un quarto di secolo e che sfociò nella seconda guerra mondiale; tale crisi di fatto aprì la strada agli USA nel ruolo di superpotenza.

La crisi odierna – pensiamo - possa essere molto simile a quella del 1929, riguardo la sua virulenza e gli effetti devastanti e potrebbe determinare la caduta degli USA come superpotenza e comunque un suo ridimensionamento; inoltre potrebbe accellerare la decadenza di tutto l’occidente, già avviato al tramonto.

Ovviamente in questi giorni di calo di tutte le borse, a partire da quella di Wall Streth si parla di questa crisi, ma come se fosse una delle tante crisi cicliche che ogni 7/10 anni sconvolgono il panorama capitalistico. Invece, questa crisi sarà molto devastante e lascerà il segno indelebile del suo passaggio.

Prima dell’inizio di questa crisi, l’indice Dow Jones della borsa di New York, aveva raggiunto un massimo a 14.164,53 punti il 9 di ottobre del 2007. La crisi del 1929 fu catastrofica: all'epoca il Dow Jones si ridusse di circa il 90%. E’ ipotizzabile, oggi, una riduzione di quest'indice del 90%? Pensiamo e prevediamo un simile crollo e se la riduzione di quest'indice arrivasse effettivamente a tanto, staremmo di fronte ad una delle grandi crisi della storia del capitalismo, paragonabile proprio a quella del 1929.

Nel 1929, il Dow Jones aveva raggiunto il livello massimo a 381.17 punti il 3 di settembre del 1929 e toccò il fondo, a 41,22 punti l’8 luglio del 1932. Nel giro di 846 sedute borsistiche il suo valore si era contratto praticamente del 90%. Pensiamo che si possa applicare lo stesso schema del 1929 alla crisi odierna.

Qualcuno interpreti le nostre ipotesi come un gioco ed Infatti può essere solamente un gioco di numeri. Noi però, a questa altezza intravediamo gli elementi che possono determinare questo grande crack.

Coi tracolli di questi ultimi mesi, l’indice Dow Jones ha perso fino ad oggi circa il 40% del suo valore massimo. Lo stesso era successo nel crack del 1929, quando dopo circa 300 sedute, perdeva il 40% circa del suo valore massimo raggiunto anteriormente alla crisi. Entrambi i periodi sono caratteriazzzati da grande volatilità, sia in senso negativo, che in senso positivo; a giornate di grandi ribassi si sono alternate giornate di grandi rimbalzi, tra i più alti della storia della borsa di New York.

Partendo dal fatto che fino ad ora, a circa 300 sedute dal raggiungimento dei rispettivi massimi, le due crisi hanno avuto un andamento simile è quindi ipotizzabile che la crisi odierna possa proseguire con lo stesso schema.

L’indice del Dow Jones in sostanza riassume lo stato dell’economia reale e può essere interpretato come il termometro della situazione economica reale. La situazione economica statunitense si trova in brutte acque, sotto ogni punto vista: debito (pubblico, familiare ed impresariale) alle stelle; intercambio commerciale fortemente negativo; grandi cambiamenti in atto nella struttura del capitale mondiale, con l’avvento di nuovi attori (Cina, India, Russia, Paesi Arabi, America Latina); forti pressioni sul dollaro che da unica moneta utilizzata nelle transazioni internazioni, tende sempre più ad essere sostituita con nuove monete e quindi a ridursi il suo ruolo; il prodotto interno lordo USA sembra non sia piu in grado di crescere, anzi è gia iniziata la fase di stagnazione e va verso la recessione. Tutti elementi dell’economia reale che fanno pensare ad un imminente ulteriore tracollo dell’indice Dow Jones. Ha già perso il 40% del suo valore massimo, ma la situazione economica lascia intendere che possa continuare a scendere. Per un'analisi più apptofondita sull'attuale situazione economica statunitense, vedasi l'articolo "Il destino del dollaro e dell’economia capitalistica statunitense"

In base a tali considerazioni abbbiamo deciso di applicare, matematicamente e graficamente lo schema della crisi del 1929 a quell'attuale. Applicando tale schema, nel giro di un paio di anni l’indice Dow Jones della borsa di New Jork raggiungerà livelli attorno a 1.500 punti, ossia si sara ridotto di circa il 90% rispetto al suo valore massimo toccato anteriormente alla crisi.

Questa la nostra previsione sulla crisi odierna, con tutte le pesanti conseguenze che ne deriverebbero. Ognuno può pensarla come crede, magari che si tratta solamente di un gioco. In fondo la borsa è un gioco, un gioco fatto sulla pelle di miliardi di uomini. E questa volta proviamo noi a giocare sulla pelle dei capitalisti, che ovviamente stanno tremando, vedendosi progressivamente e quotidianamente assottigliarsi le proprie risorse.

Proponiamo i risultati del nostro "gioco" nella tabella seguente.

Tabella 1 - Crisi del 1929 e previsioni Indice Dow Jones durante la crisi del 2008

Sedute borsaCrisi del 1929Crisi del 2008
Data Valore +/-DataValore reale (al 09/10/08) e Stime% (+/-) Valore reale % (+/-)
1 03/09/1929 381,17 0,00%09/10/200714.164,530,00%14.164,530,00%
30 07/10/1929 345,72 -9,30%19/11/200712.958,44-8,51%12.958,44-8,51%
60 18/11/1929 227,56 -40,30%03/01/200813.056,72-7,82%13.056,72-7,82%
90 28/12/1929 238,43 -37,45%15/02/200812.348,21-12,82%12.348,21-12,82%
120 03/02/1930 266,54 -30,07%01/04/200812.654,36-10,66%12.654,36-10,66%
150 12/03/1930 272,13 -28,61%13/05/200812.832,18-9,41%12.832,18-9,41%
180 16/04/1930 292,20 -23,34%25/06/200811.811,83-16,61%11.811,83-16,61%
210 23/05/1930 270,01 -29,16%07/08/200811.431,43-19,30%11.431,43-19,30%
240 30/06/1930 226,34 -40,62%19/09/200811.388,44-19,60%11.388,44-19,60%
254 18/07/1930 240,57 -36,89%09/10/20088.579,19-39,43%8.579,19-39,43%
266 01/08/1930 233,57 -38,72%27/10/20088.173,87-42,29%8.175,77-42,28%
270 06/08/1930 234,38 -38,51%31/10/20088.415,70-40,59%9.336,93-34,08%
284 22/08/1930 232,63 -38,97%20/11/20088.151,18-42,45%7.552,29-46,68%
300 12/09/1930 241,17 -36,73%12/12/20088.339,98-41,12%  
330 18/10/1930 185,29 -51,39%26/01/20095.583,11-60,58%  
360 24/11/1930 188,27 -50,61%09/03/20097.407,41 -47,70%  
390 31/12/1930 164,58 -56,82%20/04/20096.053,36 -57,26%  
420 05/02/1931 169,38 -55,56%01/06/20096.749,09 -52,35%  
450 14/03/1931 180,76 -52,58%13/07/20096.630,63 -53,19%  
480 20/04/1931 163,41 -57,13%24/08/20095.200,03 -63,29%  
510 25/05/1931 132,87 -65,14%05/10/20094.346,90 -69,31%  
540 30/06/1931 150,18 -60,60%16/11/20095.762,06 -59,32%  
570 05/08/1931 134,10 -64,82%28/12/20094.158,29 -70,64%  
600 11/09/1931 128,23 -66,36%09/02/20104.174,73 -70,53%  
630 17/10/1931 102,28 -73,17%23/03/20103.065,56 -78,36%  
660 23/11/1931   96,60 -74,66%04/05/20103.455,83 -75,60%  
690 31/12/1931   77,90 -79,56%15/06/20102.609,03 -81,58%  
720 05/02/1932   75,00 -80,32%27/07/20102.833,19 -80,00%  
750 14/03/1932   81,12 -78,72%07/09/20102.805,40 -80,19%  
780 19/04/1932   59,75 -84,32%19/10/20101.420,88 -89,97%  
810 24/05/1932   50,85 -86,66%30/11/20101.521,29 -89,26%  
84029/06/1932   43,66 -88,55%11/01/20111.221,86 -91,37%  

    846 

08/07/1932

41,22 

-89,19%19/01/2011

1.325,78 

-90,64%
 
Previsioni Dow Jones di Attilio Folliero

Nela parte sinistra della tabella, si riportano i dati della crisi del 1929. La seduta numero 1 indica quella in cui l’indice Dow Jones raggiunse il massimo; di seguito sono riportati i valori dell’indice ogni 30 sedute e le rispettive date, fino alla seduta in cui tocca il fondo. Nella parte destra della tabella, si riportano i dati della crisi odierana, a partire dalla seduta in cui il Dow Jones ha raggiunto il suo punto massimo (la n. 1) e successivamente ogni 30 sedute. I dati stimati sono stati calcolati sulla base degli indici reali raggiunti al 9 di ottobre 2008. Al momento, 22/11/2008, data di attualizzazione di questo scritto, vediamo che prosegue l’andamento al ribasso, anzi i dati reali sembrano indicare un’accellerazione nella caduta, rispetto al 1929. Infatti, come può apprezzarsi meglio nel grafico, la crisi odierna ha iniziato la caduta in modo meno brusco rispetto al 1929, per poi accellerare ed oggi, dopo 284 sedute dal raggiungimento del massimo, i dati sono peggiori rispetto alla crisi del 1929 ed alle nostre previsioni. Infatti, alla data odierna l’indice Dow Jones è sceso a 8.046,42 punti, ossia si è ridotto del 43,19%; nella crisi del 1929, dopo lo stesso numero di sedute (284) l’inidce aveva perso solamente (si fa per dire) il 38,50%; l’indice reale odierno è inferiore anche alle nostre previsioni, infatti avevamo previsto che stesse cadendo del 42,45%.

Proseguendo la caduta, con le stesse modalità di quella del 1929, tra due anni, verso la fine dell'inverno 2010/2011 e l'estate/autunno del 2011 il Dow Jones avr4 perso il 90% circa del suo valore massimo raggiunto prima della crisi.

Grafico 1 - Previsioni crack Dow Jones 2008

Qualcuno sicuramente penserà - ed è libero di pensarlo - che si tratta di una esagerazione e che una borsa difficilmente possa perdere il 90%.

Analizzando l'andamento delle principali borse del mondo, nello stesso periodo, ossia dal 9 di ottobre 2007, ad oggi, si scopre che alcune hanno perso oltre il 70%! Pertanto, che una borsa perda il 90%, non solo è fatto storico verificatosi per la stessa Borsa di New York durante la crisi del 1929, ma nella crisi odierna ci sono importanti borse che hanno già perso oltre il 70% del loro valore che avevano alla data del 9 di ottobre 2007.

Di seguto analizziamo l'andamento delle principali borse del mondo e considerando l'inidce attuale (alla data odierna del 21/11/2008) lo mettiamo in relazione a quello raggiunto rispettivamente il 9 di ottobre 2007, il 02/01/2008 ed il 01/10/2008. In tal modo vedremo qual'è la situazione delle principali borse del mondo rispetto al giorno in cui il Dow Jones (ed anche molte delle borse prese in esame) raggiunse il massimo (Tabella 2); dall'inizio dell'anno (Tabella 3); e  dall'inizio di ottobre (Tabella 4), quando la caduta del Dow Jones ha cominciato ada accellerare.

Tabella 2 - Principali borse del mondo: differenza % del valore del proprio indice alla data odierna (21/11/2008), rispetto al 09/10/2007

Variazioni dal 09/10/2007 al 21/11/2008
NPaeseValore 09/10/2007Valore 21/11/2008Dif. % 09/10/2007-21/11/2008
1Iran    10.297,00      9.851,50 -4,33%
2Venezuela    38.470,51     34.970,22 -9,10%
3Cile     3.405,14      2.369,65 -30,41%
4Malaysia     1.369,39         866,88 -36,70%
5Mexico    31.801,69     18.251,41 -42,61%
6Regno Unito     6.615,40      3.781,00 -42,85%
7USA (Dow Jones)    14.164,53      8.046,42 -43,19%
8Svizzera     9.137,80      5.144,00 -43,71%
9Spagna    14.862,70      7.974,40 -46,35%
10Germania     7.980,44      4.127,41 -48,28%
11Israele     1.155,53         585,41 -49,34%
12Nuova Zelanda     6.687,70      3.386,90 -49,36%
13Corea Sud     2.014,13      1.003,73 -50,17%
14Usa (Nasdaq)     2.803,91      1.384,35 -50,63%
15Brasile    63.549,00     31.238,61 -50,84%
16Francia     5.861,93      2.881,26 -50,85%
17India    18.280,24      8.915,21 -51,23%
18Portogallo     3.776,00      1.765,90 -53,23%
19Giappone    17.159,90      7.910,79 -53,90%
20Italia    31.925,00     14.513,00 -54,54%
21Indonesia     2.546,61      1.146,28 -54,99%
22Cina (Hong Kong)    28.228,04     12.659,20 -55,15%
23Singapore     3.865,75      1.662,10 -57,00%
24Olanda        550,72         222,93 -59,52%
25Belgio     4.499,07      1.783,70 -60,35%
26Argentina     2.291,84         828,99 -63,83%
27Cina (Shenzhen)    19.232,35      6.711,35 -65,10%
28Cina (Shanghai)     5.715,89      1.969,39 -65,55%
29Vietnam     1.088,68         318,96 -70,70%
30Irlanda     8.390,48      2.320,71 -72,34%
31Russia     2.141,79         580,12
-72,91%
Fonte: le rispettive borse; alcune borse erano chiuse alle date indicate per cui si è considerato il valore immediatamente seguente;

Come può vedersi (anche graficamente di seguito), tutte le borse stanno perdendo rispetto al 9 di ottobre 2007; alcune si sono contratte anche di oltre il 70% (Vietnam, Irlanda  e Russia ). Altre hanno già una perdita di oltre il 60% (Belgio, Argentina e le due principali borse cinesi); la maggioranza delle borse ha perso comuqnue oltre il 50% del proprio valore. Fanno eccezione solamente le due borse dell'Iran e del Venezuela, le uniche due che hanno perso meno del 10%, rispettivamente il 4% ed il 9%. Tali dati dimostrano che le loro economie sono meno vincolate con l'economia statunitense e che in questi paesi si adottano politiche differenti.

Grafico 2 - Principali borse del mondo: differenza % del valore del proprio indice alla data odierna (21/11/2008), rispetto al 09/10/2007

Tabella 3 - Principali borse del mondo: differenza % del valore del proprio indice alla data odierna (21/11/2008), rispetto al 02/01/2008 (inizio dell'anno)

Variazioni dal 02/01/2008 al 21/11/2008
NPaeseValore 02/01/2008Valore 21/11/2008Dif. % 02/01/2008-21/11/2008
1Iran     9.741,00      9.851,50 1,13%
2Venezuela    37.903,65     34.970,22 -7,74%
3Cile     2.996,35      2.369,65 -20,92%
4Mexico    28.699,12     18.251,41 -36,40%
5Svizzera     8.318,80      5.144,00 -38,16%
6USA (Dow Jones)    13.043,96      8.046,42 -38,31%
7Malaysia     1.435,68         866,88 -39,62%
8Regno Unito     6.416,70      3.781,00 -41,08%
9Corea Sud     1.853,45      1.003,73 -45,85%
10Giappone    14.691,41      7.910,79 -46,15%
11Spagna    15.002,50      7.974,40 -46,85%
12Usa (Nasdaq)     2.609,63      1.384,35 -46,95%
13Nuova Zelanda     6.434,10      3.386,90 -47,36%
14Germania     7.949,11      4.127,41 -48,08%
15Francia     5.550,36      2.881,26 -48,09%
16Israele     1.158,34         585,41 -49,46%
17Italia    29.058,00     14.513,00 -50,06%
18Brasile    62.815,00     31.238,61 -50,27%
19Portogallo     3.617,29      1.765,90 -51,18%
20Singapore     3.461,22      1.662,10 -51,98%
21Cina (Hong Kong)    27.560,52     12.659,20 -54,07%
22India    20.300,71      8.915,21 -56,08%
23Olanda        509,77         222,93 -56,27%
24Belgio     4.114,46      1.783,70 -56,65%
25Indonesia     2.731,51      1.146,28 -58,03%
26Argentina     2.151,74         828,99 -61,47%
27Cina (Shenzhen)    17.856,15      6.711,35 -62,41%
28Cina (Shanghai)     5.272,81      1.969,39 -62,65%
29Vietnam        921,07         318,96 -65,37%
30Irlanda     6.953,68      2.320,71 -66,63%
31Russia     2.296,56         580,12
-74,74%
Fonte: le rispettive borse; alcune borse erano chiuse alle date indicate per cui si è considerato il valore immediatamente seguente;

Dall'inizio dell'anno, a parte le due eccezioni di Venezuela e Iran, che addirittura sta guadagnando, sia pure leggermente, tutte le altre sono in forte caduta: la borsa Russia si è contratta di quasi il 75%; le borse cinesi hanno perso oltre il 60%.

Grafico 3 - Principali borse del mondo: differenza % del valore del proprio indice alla data odierna (21/11/2008), rispetto all'inizio dell'anno (02/01/2007)

La crisi e la caduta degli indici delle borse si è accentuata in questi ultimi due mesi. Dall'analisi di questi dati si deduce, innanzitutto che la crisi delle borse cinesi non è legata alla attuale caduta del Dow Jones; infatti in questo lasso di tempo le perdite sono state minime, perdendo molto meno rispetto ai mesi passati. Tutte le altre borse invece accentuano le perdite proprio in quest'ultimo periodo: la borsa russa, in meno di due mesi, perde oltre il 50%, così come quella d'Argentina che perde poco meno del 50%.

Dai dati si evince che anche la borsa iraniana, sia pure in misura minore rispetto alle altre, è stata influenzata dalla caduta del Dow Jones, e più precisamente dalla caduta del prezzo del petrolio. Unica eccezione rimane il Venezuela, la cui borsa, assieme a quelle cinesi, perde solamente il 7,81%.

Tabella 4 - Principali borse del mondo: differenza % del valore del proprio indice alla data odierna (21/11/2008), rispetto al 01/10/2008

Variazioni dal 01/10/2008 al 21/11/2008
NPaeseValore 01/10/2008Valore 21/11/2008Dif. % 01/10/2008-21/11/2008
1Cina (Shenzhen)     7.217,32      6.711,35 -7,01%
2Venezuela    37.934,78     34.970,22 -7,81%
3Cina (Shanghai)     2.173,74      1.969,39 -9,40%
4Cile     2.776,51      2.369,65 -14,65%
5Malaysia     1.016,70         866,88 -14,74%
6Iran    11.622,00      9.851,50 -15,23%
7Israele        760,89         585,41 -23,06%
8Svizzera     6.727,60      5.144,00 -23,54%
9Regno Unito     4.959,60      3.781,00 -23,76%
10Italia    19.522,00     14.513,00 -25,66%
11USA (Dow Jones)    10.831,07      8.046,42 -25,71%
12Mexico    25.117,32     18.251,41 -27,34%
13Spagna    11.182,50      7.974,40 -28,69%
14Germania     5.806,33      4.127,41 -28,92%
15Francia     4.054,54      2.881,26 -28,94%
16Singapore     2.358,91      1.662,10 -29,54%
17Nuova Zelanda     4.814,50      3.386,90 -29,65%
18Vietnam        454,41         318,96 -29,81%
19Corea Sud     1.439,67      1.003,73 -30,28%
20Giappone    11.368,26      7.910,79 -30,41%
21Indonesia     1.648,74      1.146,28 -30,48%
22Cina (Hong Kong)    18.211,11     12.659,20 -30,49%
23India    13.055,67      8.915,21 -31,71%
24Portogallo     2.612,89      1.765,90 -32,42%
25Usa (Nasdaq)     2.069,40      1.384,35 -33,10%
26Olanda        334,24         222,93 -33,30%
27Belgio     2.716,48      1.783,70 -34,34%
28Irlanda     3.641,29      2.320,71 -36,27%

29

Brasile    49.799,00     31.238,61 -37,27%
30Argentina     1.605,68         828,99 -48,37%
31Russia     1.189,06         580,12
-51,21%
Fonte: le rispettive borse; alcune borse erano chiuse alle date indicate per cui si è considerato il valore immediatamente seguente;

Grafico 4 - Principali borse del mondo: differenza % del valore del proprio indice alla data odierna (21/11/2008), rispetto al 01/10/2007

Dunque in un cosi breve lasso di tempo, circa un anno, alcune borse hanno perso oltre il 70%; nulla toglie che anche la più importante borsa del mondo possa scendere di tanto, anzi nulla vieta che possa arrivare a perdere anche il 90%.

Simili cadute (dal 70% al 90%) non producono gli stessi effetti, perchè esiste una differenza di valore enorme tra la borsa di new York e le altre; la borsa di new York rappresenta un superpotenza economica, la superepotenza USA.

Nella tabella seguente (Tabella 5) riportiamo il valore delle principali 51 borse del mondo, alla fine del 2007 ed alla fine del 2006.

Tabella 5 - Capitalizzazione (valore) delle principali 51 borse del mondo alla fine del 2007, alla fine del 2006 e la differenza

NPaeseContinente End 2007  End 2006 % Change 2007/06
1USA (Dow Jones NYSE)America del Nord 15.650.833  15.421.168 1,5%
2GiapponeAsia   4.330.922    4.614.069 -6,1%
3Usa (Nasdaq)America del Nord   4.013.650    3.865.004 3,8%
4Regno UnitoEuropa Occidentale   3.851.706    3.794.310 1,5%
5Cina (Shanghai)Asia   3.694.348       917.508 302,7%
6Cina (Hong Kong)Asia   2.654.416    1.714.953 54,8%
7CanadaAmerica del Nord   2.186.550    1.700.708 28,6%
8GermaniaEuropa Occidentale   2.105.198    1.637.610 28,6%
9India (Bombay)Asia   1.819.101       818.879 122,1%
10SpagnaEuropa Occidentale   1.799.834    1.322.915 36,1%
11India (National Stock)Asia   1.660.097       774.116 114,5%
12BrasileAmerica Latina   1.369.711       710.247 92,8%
13AustraliaOceania   1.298.315    1.095.858 18,5%
14SvizzeraEuropa Occidentale   1.271.048    1.212.308 4,8%
15OMX Nordic StockEuropa Occidentale   1.242.578    1.122.705 10,7%
16Corea SudAsia   1.122.606       834.404 34,5%
17ItaliaEuropa Occidentale   1.072.535    1.026.504 4,5%
18GiamaicaAmerica Latina      828.185       711.232 16,4%
19Cina (Shenzhen)Asia      784.519       227.947 244,2%
20TaiwanAsia      663.716       594.659 11,6%
21SingaporeAsia      539.177       384.286 40,3%
22MessicoAmerica Latina      397.725       348.345 14,2%
23NorvegiaEuropa Occidentale      353.353       279.910 26,2%
24MalesiaAsia      325.290       235.581 38,1%
25TurchiaEuropa Orientale      286.572       162.399 76,5%
26GreciaEuropa Occidentale      264.961       208.256 27,2%
27AustriaEuropa Occidentale      236.448       199.121 18,7%
28IsraeleMedio Oriente      235.056       161.732 45,3%
29CileAmerica Latina      212.910       174.419 22,1%
30GiapponeAsia      212.202       183.668 15,5%
31IndonesiaAsia      211.693       138.886 52,4%
32PoloniaEuropa Orientale      211.620       151.809 39,4%
33TailandiaAsia      197.129       140.161 40,6%
34LussemburgoEuropa Occidentale      166.078        79.514 108,9%
35IrlandaEuropa Occidentale      143.905       163.269 -11,9%
36EgittoAfrica      139.274        93.496 49,0%
37GiapponeAsia      120.654       112.201 7,5%
38FilippineAsia      103.007        68.270 50,9%
39ColombiaAmerica Latina      101.956        56.204 81,4%
40PeruAmerica Latina       69.386        40.022 73,4%
41ArgentinaAmerica Latina       57.070        51.240 11,4%
42Nuova ZelandaOceania       47.486        44.817 6,0%
43UngheriaEuropa Orientale       46.196        41.934 10,2%
44IranMedio Oriente       43.885        36.315 20,8%
45GiordaniaMedio oriente       41.216        29.729 38,6%
46CiproEuropa Orientale       29.474        16.158 82,4%
47SloveniaEuropa Orientale       28.794        15.181 89,7%
48MauritiusAfrica         7.919          4.959 59,7%
49Sri LankaAsia         7.553          7.769 -2,8%
50MaltaEuropa Occidentale         5.633          4.504 25,1%
51BermudaAmerica del Nord         2.731          2.704
1,0%
Dati in milioni di dollari; fonte: world-exchanges.org

Notiamo subito la grande crescita delle borse asiatiche, tra le quali spiccano le cinesi e la indiana.

Le due principali borse statunitensi sommano un valore di circa 20.000 miliardi di dollari, come dire metà del PIL mondiale, ossia più del PIl statunitense o dell'Europa occidentale.

In caso di ribassi, gli effetti sono diversi, anche in caso di ribassi percentualemnte identici. Se ipoteticamente una borsa, per esempio la Borsa Italiana dovesse perdere il 90% del suo valore, le perdite sarebebro ingenti, dell'ordine dei 900 miliardi di dollari; una perdita equivalente al 90% delle borse statunitensi determinerebbero riduzio ni dell'ordine dei 18.000 miliardi di dollari. Con perdite simili, il destino degli USA sarebbe irrimediabilmente segnato.

Le borse cinesi, indiane e giapponesi, malgrado le forti perdite, come valore sarebbero a ridosso delle borse statunitense. Inoltre, esiste una differenza sostanziale tra l'economia statunitense, che andrebbe irrimediabilemnte verso il declino e quelle dei paesi emergenti, come Cina ed India. Questi ultimi paesi hanno fondato il proprio sviluppo sulle esportazioni. Non esiste praticamente il mercato interno, o è molto ridotto. Il motivo per cui le perdite delle borse cinesi o indiane sono state minime negli ultimi due mesi è dovuto all'annuncio che per esempio ha fatto il premier cinese di voler incrementare il mercato interno e per farlo devono sostanzialemnte incrementare le capacità di spesa del proprio proletariato.

All'economia cinese ed indiana, per creare o incrementare il mercato interno è sufficiente aumentare i miseri salari dei propri operai. I salari cinesi ed indiani, odierni sono tra i più bassi al mondo, ammontando a pochi centesimi di dollari l'ora. di conseguenza un loro aumento sostanziale creerebbe le premesse dello sviluppo di un mercato interno.

Dunque, se questi stati hanno enromi margini di crescita e quindi andranno senz'altro incontro alla ripresa economica, gli USA non hanno nessun margine di crescita,  perchè il mercato esterno è ormai inesistente e precluso già da tempo (il deficit comemrciale USA lo dimostra); il mercato interno, con l'accentuarsi della crisi tenderà ulteriormente a contrarsi. Il destino degli USA sembra veramente segnato.

Attilio Folliero

Caracas, 09/10/2008 - Attualizzato 22/11/2008

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