

| | | Crisi del 2008: possibile una forte riduzione del Dow Jones, anche del 90% | di Attilio Folliero Caracas, 09/10/2008 - Attualizzato 22/11/2008 La crisi del 2008 non è una crisi qualsiasi; è una delle crisi cicliche che colpisce il sistema capitalismo, ma di quelle che avvengono ogni 60/80 anni. Nei circa duecento anni di storia del capitalismo, fino ad ora si sono avute due grandi crisi che hanno determinato importanti cambiamenti strutturali nell’ambito del capitale: la crisi del 1873, che decretò la caduta dell’Inghilterra come superpotenza e l’ascesa di altri attori, in primis gli USA; la grande crisi del 1929 che ebbe effetti devastanti per circa un quarto di secolo e che sfociò nella seconda guerra mondiale; tale crisi di fatto aprì la strada agli USA nel ruolo di superpotenza. La crisi odierna – pensiamo - possa essere molto simile a quella del 1929, riguardo la sua virulenza e gli effetti devastanti e potrebbe determinare la caduta degli USA come superpotenza e comunque un suo ridimensionamento; inoltre potrebbe accellerare la decadenza di tutto l’occidente, già avviato al tramonto. Ovviamente in questi giorni di calo di tutte le borse, a partire da quella di Wall Streth si parla di questa crisi, ma come se fosse una delle tante crisi cicliche che ogni 7/10 anni sconvolgono il panorama capitalistico. Invece, questa crisi sarà molto devastante e lascerà il segno indelebile del suo passaggio. Prima dell’inizio di questa crisi, l’indice Dow Jones della borsa di New York, aveva raggiunto un massimo a 14.164,53 punti il 9 di ottobre del 2007. La crisi del 1929 fu catastrofica: all'epoca il Dow Jones si ridusse di circa il 90%. E’ ipotizzabile, oggi, una riduzione di quest'indice del 90%? Pensiamo e prevediamo un simile crollo e se la riduzione di quest'indice arrivasse effettivamente a tanto, staremmo di fronte ad una delle grandi crisi della storia del capitalismo, paragonabile proprio a quella del 1929. Nel 1929, il Dow Jones aveva raggiunto il livello massimo a 381.17 punti il 3 di settembre del 1929 e toccò il fondo, a 41,22 punti l’8 luglio del 1932. Nel giro di 846 sedute borsistiche il suo valore si era contratto praticamente del 90%. Pensiamo che si possa applicare lo stesso schema del 1929 alla crisi odierna. Qualcuno interpreti le nostre ipotesi come un gioco ed Infatti può essere solamente un gioco di numeri. Noi però, a questa altezza intravediamo gli elementi che possono determinare questo grande crack. Coi tracolli di questi ultimi mesi, l’indice Dow Jones ha perso fino ad oggi circa il 40% del suo valore massimo. Lo stesso era successo nel crack del 1929, quando dopo circa 300 sedute, perdeva il 40% circa del suo valore massimo raggiunto anteriormente alla crisi. Entrambi i periodi sono caratteriazzzati da grande volatilità, sia in senso negativo, che in senso positivo; a giornate di grandi ribassi si sono alternate giornate di grandi rimbalzi, tra i più alti della storia della borsa di New York. Partendo dal fatto che fino ad ora, a circa 300 sedute dal raggiungimento dei rispettivi massimi, le due crisi hanno avuto un andamento simile è quindi ipotizzabile che la crisi odierna possa proseguire con lo stesso schema. L’indice del Dow Jones in sostanza riassume lo stato dell’economia reale e può essere interpretato come il termometro della situazione economica reale. La situazione economica statunitense si trova in brutte acque, sotto ogni punto vista: debito (pubblico, familiare ed impresariale) alle stelle; intercambio commerciale fortemente negativo; grandi cambiamenti in atto nella struttura del capitale mondiale, con l’avvento di nuovi attori (Cina, India, Russia, Paesi Arabi, America Latina); forti pressioni sul dollaro che da unica moneta utilizzata nelle transazioni internazioni, tende sempre più ad essere sostituita con nuove monete e quindi a ridursi il suo ruolo; il prodotto interno lordo USA sembra non sia piu in grado di crescere, anzi è gia iniziata la fase di stagnazione e va verso la recessione. Tutti elementi dell’economia reale che fanno pensare ad un imminente ulteriore tracollo dell’indice Dow Jones. Ha già perso il 40% del suo valore massimo, ma la situazione economica lascia intendere che possa continuare a scendere. Per un'analisi più apptofondita sull'attuale situazione economica statunitense, vedasi l'articolo "Il destino del dollaro e dell’economia capitalistica statunitense" In base a tali considerazioni abbbiamo deciso di applicare, matematicamente e graficamente lo schema della crisi del 1929 a quell'attuale. Applicando tale schema, nel giro di un paio di anni l’indice Dow Jones della borsa di New Jork raggiungerà livelli attorno a 1.500 punti, ossia si sara ridotto di circa il 90% rispetto al suo valore massimo toccato anteriormente alla crisi. Questa la nostra previsione sulla crisi odierna, con tutte le pesanti conseguenze che ne deriverebbero. Ognuno può pensarla come crede, magari che si tratta solamente di un gioco. In fondo la borsa è un gioco, un gioco fatto sulla pelle di miliardi di uomini. E questa volta proviamo noi a giocare sulla pelle dei capitalisti, che ovviamente stanno tremando, vedendosi progressivamente e quotidianamente assottigliarsi le proprie risorse. Proponiamo i risultati del nostro "gioco" nella tabella seguente. |
Tabella 1 - Crisi del 1929 e previsioni Indice Dow Jones durante la crisi del 2008 | Sedute borsa | Crisi del 1929 | Crisi del 2008 | | Data | Valore | +/- | Data | Valore reale (al 09/10/08) e Stime | % (+/-) | Valore reale | % (+/-) | | 1 | 03/09/1929 | 381,17 | 0,00% | 09/10/2007 | 14.164,53 | 0,00% | 14.164,53 | 0,00% | | 30 | 07/10/1929 | 345,72 | -9,30% | 19/11/2007 | 12.958,44 | -8,51% | 12.958,44 | -8,51% | | 60 | 18/11/1929 | 227,56 | -40,30% | 03/01/2008 | 13.056,72 | -7,82% | 13.056,72 | -7,82% | | 90 | 28/12/1929 | 238,43 | -37,45% | 15/02/2008 | 12.348,21 | -12,82% | 12.348,21 | -12,82% | | 120 | 03/02/1930 | 266,54 | -30,07% | 01/04/2008 | 12.654,36 | -10,66% | 12.654,36 | -10,66% | | 150 | 12/03/1930 | 272,13 | -28,61% | 13/05/2008 | 12.832,18 | -9,41% | 12.832,18 | -9,41% | | 180 | 16/04/1930 | 292,20 | -23,34% | 25/06/2008 | 11.811,83 | -16,61% | 11.811,83 | -16,61% | | 210 | 23/05/1930 | 270,01 | -29,16% | 07/08/2008 | 11.431,43 | -19,30% | 11.431,43 | -19,30% | | 240 | 30/06/1930 | 226,34 | -40,62% | 19/09/2008 | 11.388,44 | -19,60% | 11.388,44 | -19,60% | | 254 | 18/07/1930 | 240,57 | -36,89% | 09/10/2008 | 8.579,19 | -39,43% | 8.579,19 | -39,43% | | 266 | 01/08/1930 | 233,57 | -38,72% | 27/10/2008 | 8.173,87 | -42,29% | 8.175,77 | -42,28% | | 270 | 06/08/1930 | 234,38 | -38,51% | 31/10/2008 | 8.415,70 | -40,59% | 9.336,93 | -34,08% | | 284 | 22/08/1930 | 232,63 | -38,97% | 20/11/2008 | 8.151,18 | -42,45% | 7.552,29 | -46,68% | | 300 | 12/09/1930 | 241,17 | -36,73% | 12/12/2008 | 8.339,98 | -41,12% | | | | 330 | 18/10/1930 | 185,29 | -51,39% | 26/01/2009 | 5.583,11 | -60,58% | | | | 360 | 24/11/1930 | 188,27 | -50,61% | 09/03/2009 | 7.407,41 | -47,70% | | | | 390 | 31/12/1930 | 164,58 | -56,82% | 20/04/2009 | 6.053,36 | -57,26% | | | | 420 | 05/02/1931 | 169,38 | -55,56% | 01/06/2009 | 6.749,09 | -52,35% | | | | 450 | 14/03/1931 | 180,76 | -52,58% | 13/07/2009 | 6.630,63 | -53,19% | | | | 480 | 20/04/1931 | 163,41 | -57,13% | 24/08/2009 | 5.200,03 | -63,29% | | | | 510 | 25/05/1931 | 132,87 | -65,14% | 05/10/2009 | 4.346,90 | -69,31% | | | | 540 | 30/06/1931 | 150,18 | -60,60% | 16/11/2009 | 5.762,06 | -59,32% | | | | 570 | 05/08/1931 | 134,10 | -64,82% | 28/12/2009 | 4.158,29 | -70,64% | | | | 600 | 11/09/1931 | 128,23 | -66,36% | 09/02/2010 | 4.174,73 | -70,53% | | | | 630 | 17/10/1931 | 102,28 | -73,17% | 23/03/2010 | 3.065,56 | -78,36% | | | | 660 | 23/11/1931 | 96,60 | -74,66% | 04/05/2010 | 3.455,83 | -75,60% | | | | 690 | 31/12/1931 | 77,90 | -79,56% | 15/06/2010 | 2.609,03 | -81,58% | | | | 720 | 05/02/1932 | 75,00 | -80,32% | 27/07/2010 | 2.833,19 | -80,00% | | | | 750 | 14/03/1932 | 81,12 | -78,72% | 07/09/2010 | 2.805,40 | -80,19% | | | | 780 | 19/04/1932 | 59,75 | -84,32% | 19/10/2010 | 1.420,88 | -89,97% | | | | 810 | 24/05/1932 | 50,85 | -86,66% | 30/11/2010 | 1.521,29 | -89,26% | | | | 840 | 29/06/1932 | 43,66 | -88,55% | 11/01/2011 | 1.221,86 | -91,37% | | | 846 | 08/07/1932 | 41,22 | -89,19% | 19/01/2011 | 1.325,78 | -90,64% | | -
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- Previsioni Dow Jones di Attilio Folliero
Nela parte sinistra della tabella, si riportano i dati della crisi del 1929. La seduta numero 1 indica quella in cui l’indice Dow Jones raggiunse il massimo; di seguito sono riportati i valori dell’indice ogni 30 sedute e le rispettive date, fino alla seduta in cui tocca il fondo. Nella parte destra della tabella, si riportano i dati della crisi odierana, a partire dalla seduta in cui il Dow Jones ha raggiunto il suo punto massimo (la n. 1) e successivamente ogni 30 sedute. I dati stimati sono stati calcolati sulla base degli indici reali raggiunti al 9 di ottobre 2008. Al momento, 22/11/2008, data di attualizzazione di questo scritto, vediamo che prosegue l’andamento al ribasso, anzi i dati reali sembrano indicare un’accellerazione nella caduta, rispetto al 1929. Infatti, come può apprezzarsi meglio nel grafico, la crisi odierna ha iniziato la caduta in modo meno brusco rispetto al 1929, per poi accellerare ed oggi, dopo 284 sedute dal raggiungimento del massimo, i dati sono peggiori rispetto alla crisi del 1929 ed alle nostre previsioni. Infatti, alla data odierna l’indice Dow Jones è sceso a 8.046,42 punti, ossia si è ridotto del 43,19%; nella crisi del 1929, dopo lo stesso numero di sedute (284) l’inidce aveva perso solamente (si fa per dire) il 38,50%; l’indice reale odierno è inferiore anche alle nostre previsioni, infatti avevamo previsto che stesse cadendo del 42,45%. Proseguendo la caduta, con le stesse modalità di quella del 1929, tra due anni, verso la fine dell'inverno 2010/2011 e l'estate/autunno del 2011 il Dow Jones avr4 perso il 90% circa del suo valore massimo raggiunto prima della crisi. Grafico 1 - Previsioni crack Dow Jones 2008 
Qualcuno sicuramente penserà - ed è libero di pensarlo - che si tratta di una esagerazione e che una borsa difficilmente possa perdere il 90%. Analizzando l'andamento delle principali borse del mondo, nello stesso periodo, ossia dal 9 di ottobre 2007, ad oggi, si scopre che alcune hanno perso oltre il 70%! Pertanto, che una borsa perda il 90%, non solo è fatto storico verificatosi per la stessa Borsa di New York durante la crisi del 1929, ma nella crisi odierna ci sono importanti borse che hanno già perso oltre il 70% del loro valore che avevano alla data del 9 di ottobre 2007. Di seguto analizziamo l'andamento delle principali borse del mondo e considerando l'inidce attuale (alla data odierna del 21/11/2008) lo mettiamo in relazione a quello raggiunto rispettivamente il 9 di ottobre 2007, il 02/01/2008 ed il 01/10/2008. In tal modo vedremo qual'è la situazione delle principali borse del mondo rispetto al giorno in cui il Dow Jones (ed anche molte delle borse prese in esame) raggiunse il massimo (Tabella 2); dall'inizio dell'anno (Tabella 3); e dall'inizio di ottobre (Tabella 4), quando la caduta del Dow Jones ha cominciato ada accellerare. Tabella 2 - Principali borse del mondo: differenza % del valore del proprio indice alla data odierna (21/11/2008), rispetto al 09/10/2007 | Variazioni dal 09/10/2007 al 21/11/2008 | | N | Paese | Valore 09/10/2007 | Valore 21/11/2008 | Dif. % 09/10/2007-21/11/2008 | | 1 | Iran | 10.297,00 | 9.851,50 | -4,33% | | 2 | Venezuela | 38.470,51 | 34.970,22 | -9,10% | | 3 | Cile | 3.405,14 | 2.369,65 | -30,41% | | 4 | Malaysia | 1.369,39 | 866,88 | -36,70% | | 5 | Mexico | 31.801,69 | 18.251,41 | -42,61% | | 6 | Regno Unito | 6.615,40 | 3.781,00 | -42,85% | | 7 | USA (Dow Jones) | 14.164,53 | 8.046,42 | -43,19% | | 8 | Svizzera | 9.137,80 | 5.144,00 | -43,71% | | 9 | Spagna | 14.862,70 | 7.974,40 | -46,35% | | 10 | Germania | 7.980,44 | 4.127,41 | -48,28% | | 11 | Israele | 1.155,53 | 585,41 | -49,34% | | 12 | Nuova Zelanda | 6.687,70 | 3.386,90 | -49,36% | | 13 | Corea Sud | 2.014,13 | 1.003,73 | -50,17% | | 14 | Usa (Nasdaq) | 2.803,91 | 1.384,35 | -50,63% | | 15 | Brasile | 63.549,00 | 31.238,61 | -50,84% | | 16 | Francia | 5.861,93 | 2.881,26 | -50,85% | | 17 | India | 18.280,24 | 8.915,21 | -51,23% | | 18 | Portogallo | 3.776,00 | 1.765,90 | -53,23% | | 19 | Giappone | 17.159,90 | 7.910,79 | -53,90% | | 20 | Italia | 31.925,00 | 14.513,00 | -54,54% | | 21 | Indonesia | 2.546,61 | 1.146,28 | -54,99% | | 22 | Cina (Hong Kong) | 28.228,04 | 12.659,20 | -55,15% | | 23 | Singapore | 3.865,75 | 1.662,10 | -57,00% | | 24 | Olanda | 550,72 | 222,93 | -59,52% | | 25 | Belgio | 4.499,07 | 1.783,70 | -60,35% | | 26 | Argentina | 2.291,84 | 828,99 | -63,83% | | 27 | Cina (Shenzhen) | 19.232,35 | 6.711,35 | -65,10% | | 28 | Cina (Shanghai) | 5.715,89 | 1.969,39 | -65,55% | | 29 | Vietnam | 1.088,68 | 318,96 | -70,70% | | 30 | Irlanda | 8.390,48 | 2.320,71 | -72,34% | | 31 | Russia | 2.141,79 | 580,12 | - -72,91%
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- Fonte: le rispettive borse; alcune borse erano chiuse alle date indicate per cui si è considerato il valore immediatamente seguente;
Come può vedersi (anche graficamente di seguito), tutte le borse stanno perdendo rispetto al 9 di ottobre 2007; alcune si sono contratte anche di oltre il 70% (Vietnam, Irlanda e Russia ). Altre hanno già una perdita di oltre il 60% (Belgio, Argentina e le due principali borse cinesi); la maggioranza delle borse ha perso comuqnue oltre il 50% del proprio valore. Fanno eccezione solamente le due borse dell'Iran e del Venezuela, le uniche due che hanno perso meno del 10%, rispettivamente il 4% ed il 9%. Tali dati dimostrano che le loro economie sono meno vincolate con l'economia statunitense e che in questi paesi si adottano politiche differenti. Grafico 2 - Principali borse del mondo: differenza % del valore del proprio indice alla data odierna (21/11/2008), rispetto al 09/10/2007 
Tabella 3 - Principali borse del mondo: differenza % del valore del proprio indice alla data odierna (21/11/2008), rispetto al 02/01/2008 (inizio dell'anno) | Variazioni dal 02/01/2008 al 21/11/2008 | | N | Paese | Valore 02/01/2008 | Valore 21/11/2008 | Dif. % 02/01/2008-21/11/2008 | | 1 | Iran | 9.741,00 | 9.851,50 | 1,13% | | 2 | Venezuela | 37.903,65 | 34.970,22 | -7,74% | | 3 | Cile | 2.996,35 | 2.369,65 | -20,92% | | 4 | Mexico | 28.699,12 | 18.251,41 | -36,40% | | 5 | Svizzera | 8.318,80 | 5.144,00 | -38,16% | | 6 | USA (Dow Jones) | 13.043,96 | 8.046,42 | -38,31% | | 7 | Malaysia | 1.435,68 | 866,88 | -39,62% | | 8 | Regno Unito | 6.416,70 | 3.781,00 | -41,08% | | 9 | Corea Sud | 1.853,45 | 1.003,73 | -45,85% | | 10 | Giappone | 14.691,41 | 7.910,79 | -46,15% | | 11 | Spagna | 15.002,50 | 7.974,40 | -46,85% | | 12 | Usa (Nasdaq) | 2.609,63 | 1.384,35 | -46,95% | | 13 | Nuova Zelanda | 6.434,10 | 3.386,90 | -47,36% | | 14 | Germania | 7.949,11 | 4.127,41 | -48,08% | | 15 | Francia | 5.550,36 | 2.881,26 | -48,09% | | 16 | Israele | 1.158,34 | 585,41 | -49,46% | | 17 | Italia | 29.058,00 | 14.513,00 | -50,06% | | 18 | Brasile | 62.815,00 | 31.238,61 | -50,27% | | 19 | Portogallo | 3.617,29 | 1.765,90 | -51,18% | | 20 | Singapore | 3.461,22 | 1.662,10 | -51,98% | | 21 | Cina (Hong Kong) | 27.560,52 | 12.659,20 | -54,07% | | 22 | India | 20.300,71 | 8.915,21 | -56,08% | | 23 | Olanda | 509,77 | 222,93 | -56,27% | | 24 | Belgio | 4.114,46 | 1.783,70 | -56,65% | | 25 | Indonesia | 2.731,51 | 1.146,28 | -58,03% | | 26 | Argentina | 2.151,74 | 828,99 | -61,47% | | 27 | Cina (Shenzhen) | 17.856,15 | 6.711,35 | -62,41% | | 28 | Cina (Shanghai) | 5.272,81 | 1.969,39 | -62,65% | | 29 | Vietnam | 921,07 | 318,96 | -65,37% | | 30 | Irlanda | 6.953,68 | 2.320,71 | -66,63% | | 31 | Russia | 2.296,56 | 580,12 | - -74,74%
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- Fonte: le rispettive borse; alcune borse erano chiuse alle date indicate per cui si è considerato il valore immediatamente seguente;
Dall'inizio dell'anno, a parte le due eccezioni di Venezuela e Iran, che addirittura sta guadagnando, sia pure leggermente, tutte le altre sono in forte caduta: la borsa Russia si è contratta di quasi il 75%; le borse cinesi hanno perso oltre il 60%. Grafico 3 - Principali borse del mondo: differenza % del valore del proprio indice alla data odierna (21/11/2008), rispetto all'inizio dell'anno (02/01/2007) 
La crisi e la caduta degli indici delle borse si è accentuata in questi ultimi due mesi. Dall'analisi di questi dati si deduce, innanzitutto che la crisi delle borse cinesi non è legata alla attuale caduta del Dow Jones; infatti in questo lasso di tempo le perdite sono state minime, perdendo molto meno rispetto ai mesi passati. Tutte le altre borse invece accentuano le perdite proprio in quest'ultimo periodo: la borsa russa, in meno di due mesi, perde oltre il 50%, così come quella d'Argentina che perde poco meno del 50%. Dai dati si evince che anche la borsa iraniana, sia pure in misura minore rispetto alle altre, è stata influenzata dalla caduta del Dow Jones, e più precisamente dalla caduta del prezzo del petrolio. Unica eccezione rimane il Venezuela, la cui borsa, assieme a quelle cinesi, perde solamente il 7,81%. Tabella 4 - Principali borse del mondo: differenza % del valore del proprio indice alla data odierna (21/11/2008), rispetto al 01/10/2008 | Variazioni dal 01/10/2008 al 21/11/2008 | | N | Paese | Valore 01/10/2008 | Valore 21/11/2008 | Dif. % 01/10/2008-21/11/2008 | | 1 | Cina (Shenzhen) | 7.217,32 | 6.711,35 | -7,01% | | 2 | Venezuela | 37.934,78 | 34.970,22 | -7,81% | | 3 | Cina (Shanghai) | 2.173,74 | 1.969,39 | -9,40% | | 4 | Cile | 2.776,51 | 2.369,65 | -14,65% | | 5 | Malaysia | 1.016,70 | 866,88 | -14,74% | | 6 | Iran | 11.622,00 | 9.851,50 | -15,23% | | 7 | Israele | 760,89 | 585,41 | -23,06% | | 8 | Svizzera | 6.727,60 | 5.144,00 | -23,54% | | 9 | Regno Unito | 4.959,60 | 3.781,00 | -23,76% | | 10 | Italia | 19.522,00 | 14.513,00 | -25,66% | | 11 | USA (Dow Jones) | 10.831,07 | 8.046,42 | -25,71% | | 12 | Mexico | 25.117,32 | 18.251,41 | -27,34% | | 13 | Spagna | 11.182,50 | 7.974,40 | -28,69% | | 14 | Germania | 5.806,33 | 4.127,41 | -28,92% | | 15 | Francia | 4.054,54 | 2.881,26 | -28,94% | | 16 | Singapore | 2.358,91 | 1.662,10 | -29,54% | | 17 | Nuova Zelanda | 4.814,50 | 3.386,90 | -29,65% | | 18 | Vietnam | 454,41 | 318,96 | -29,81% | | 19 | Corea Sud | 1.439,67 | 1.003,73 | -30,28% | | 20 | Giappone | 11.368,26 | 7.910,79 | -30,41% | | 21 | Indonesia | 1.648,74 | 1.146,28 | -30,48% | | 22 | Cina (Hong Kong) | 18.211,11 | 12.659,20 | -30,49% | | 23 | India | 13.055,67 | 8.915,21 | -31,71% | | 24 | Portogallo | 2.612,89 | 1.765,90 | -32,42% | | 25 | Usa (Nasdaq) | 2.069,40 | 1.384,35 | -33,10% | | 26 | Olanda | 334,24 | 222,93 | -33,30% | | 27 | Belgio | 2.716,48 | 1.783,70 | -34,34% | | 28 | Irlanda | 3.641,29 | 2.320,71 | -36,27% | 29 | Brasile | 49.799,00 | 31.238,61 | -37,27% | | 30 | Argentina | 1.605,68 | 828,99 | -48,37% | | 31 | Russia | 1.189,06 | 580,12 | - -51,21%
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- Fonte: le rispettive borse; alcune borse erano chiuse alle date indicate per cui si è considerato il valore immediatamente seguente;
Grafico 4 - Principali borse del mondo: differenza % del valore del proprio indice alla data odierna (21/11/2008), rispetto al 01/10/2007 
Dunque in un cosi breve lasso di tempo, circa un anno, alcune borse hanno perso oltre il 70%; nulla toglie che anche la più importante borsa del mondo possa scendere di tanto, anzi nulla vieta che possa arrivare a perdere anche il 90%. Simili cadute (dal 70% al 90%) non producono gli stessi effetti, perchè esiste una differenza di valore enorme tra la borsa di new York e le altre; la borsa di new York rappresenta un superpotenza economica, la superepotenza USA. Nella tabella seguente (Tabella 5) riportiamo il valore delle principali 51 borse del mondo, alla fine del 2007 ed alla fine del 2006. Tabella 5 - Capitalizzazione (valore) delle principali 51 borse del mondo alla fine del 2007, alla fine del 2006 e la differenza | N | Paese | Continente | End 2007 | End 2006 | % Change 2007/06 | | 1 | USA (Dow Jones NYSE) | America del Nord | 15.650.833 | 15.421.168 | 1,5% | | 2 | Giappone | Asia | 4.330.922 | 4.614.069 | -6,1% | | 3 | Usa (Nasdaq) | America del Nord | 4.013.650 | 3.865.004 | 3,8% | | 4 | Regno Unito | Europa Occidentale | 3.851.706 | 3.794.310 | 1,5% | | 5 | Cina (Shanghai) | Asia | 3.694.348 | 917.508 | 302,7% | | 6 | Cina (Hong Kong) | Asia | 2.654.416 | 1.714.953 | 54,8% | | 7 | Canada | America del Nord | 2.186.550 | 1.700.708 | 28,6% | | 8 | Germania | Europa Occidentale | 2.105.198 | 1.637.610 | 28,6% | | 9 | India (Bombay) | Asia | 1.819.101 | 818.879 | 122,1% | | 10 | Spagna | Europa Occidentale | 1.799.834 | 1.322.915 | 36,1% | | 11 | India (National Stock) | Asia | 1.660.097 | 774.116 | 114,5% | | 12 | Brasile | America Latina | 1.369.711 | 710.247 | 92,8% | | 13 | Australia | Oceania | 1.298.315 | 1.095.858 | 18,5% | | 14 | Svizzera | Europa Occidentale | 1.271.048 | 1.212.308 | 4,8% | | 15 | OMX Nordic Stock | Europa Occidentale | 1.242.578 | 1.122.705 | 10,7% | | 16 | Corea Sud | Asia | 1.122.606 | 834.404 | 34,5% | | 17 | Italia | Europa Occidentale | 1.072.535 | 1.026.504 | 4,5% | | 18 | Giamaica | America Latina | 828.185 | 711.232 | 16,4% | | 19 | Cina (Shenzhen) | Asia | 784.519 | 227.947 | 244,2% | | 20 | Taiwan | Asia | 663.716 | 594.659 | 11,6% | | 21 | Singapore | Asia | 539.177 | 384.286 | 40,3% | | 22 | Messico | America Latina | 397.725 | 348.345 | 14,2% | | 23 | Norvegia | Europa Occidentale | 353.353 | 279.910 | 26,2% | | 24 | |
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