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Tremonti e la possibile truffa agli italiani

Attilio Folliero, Caracas, 27/01/2010 

Da anni trattiamo l’argomento “dollaro” e la sua possibile fine, come moneta di riferimento mondiale, ma in Italia, ancora oggi, la maggioranza degli italiani è convinta che gli Stati Uniti siano la superpotenza economica che fu. I media italiani niente o poco hanno lasciato trapelare sulla reale situazione economica degli USA e della sua moneta, il dollaro, attraverso il quale, un tempo, hanno dominato il mondo. Il dollaro è destinato a svalutarsi e diventare carta straccia e gli italiani non si sono accorti di niente.

Per un approfondimento sul tema, rimandiamo ai nostri precedenti articoli (1). Quello che mi preme rilevare in questo scritto è il ruolo della sinistra (si fa per dire) nel nascondere tali tematiche. Ancora oggi, i figliocci del PCI, i D’Alema, i Veltroni, i Fassino, ecc. guardano al mito americano (che fu) e spesso nei loro discorsi che sanno di antico e cadaverico guardano estasiati agli USA e addirittura riprendono pari pari gli slogan dei politici statunitensi di turno, senza neppure tradurli all’italiano, tipo “yes, we can”.

I politici della presunta sinistra italiana non hanno capito assolutamente niente della realtà degli Stati Uniti. Il tramonto degli Stati Uniti è già iniziato e sicuramente ignorano anche la possibilità che possano arrivare ad un “default”, al fallimento e persino alla fine della stessa unione. Gli Stati Uniti potrebbero cessare di esistere come stato unitario e questi non si sono accorti di niente.

Un partito di sinistra (se fosse di sinistra) dovrebbe trattare temi economici in difesa dei cittadini, per il bene dei cittadini ed in particolare delle classi più povere, contro la destra conservatrice, che storicamente rappresenta gli interessi dell’oligarchia, delle classi dominanti, imprenditoriali e capitalistiche.

Non sarebbe compito dei politici di sinistra parlare della possibile truffa che sta architettando il signor Tremonti, ai danni degli ignari cittadini italiani? Invece ne parla principalmente una certa “destra” (2). Dove sono i sinistri politici italiani?

Il Signor Tremonti, il superministro dell’Economia, che si ritrova nella disperata situazione di trovare soldi liquidi per mandare avanti la “baracca italiana” ha pensato ad un tranello, una truffa bella e buona ai danni degli ignari cittadini italiani, orfani dell’informazione e della sinistra: emettere buoni del tesoro in dollari, a cinque anni; ovviamente con allettanti tassi di interesse, sicuramente ben superiori al misero 0,5%/1% che ripaga un buono in Euro.

Che cosa spera di ricavarne Tremonti?

Lui – ma non il popoli italiano, tenuto nella più completa ignoranza in materia, dai media e dai partiti, compresi quelli di sinistra – sa bene che il dollaro rischia una forte svalutazione. 

Lui – ma non i Veltroni, i D’Alema, i Fassino, ecc. – conosce bene la situazione economica statunitense, con una disoccupazione crescente, una forte riduzione delle entrate fiscali, una bilancia commerciale sempre più negativa, un debito pubblico alle stelle ed un presidente, Barack Obama, spendaccione e guerrafondaio come nessun altro presidente USA. L’attuale presidente USA ha la necessità di grandi quantità di soldi, per finanziare le sue guerre in America Latina, in Asia e in Africa; soldi che appaiono magicamente, stampandoli! E, infatti, il pacifista Obama in un solo anno alla guida degli USA è stato capace di incrementare il debito pubblico USA di 1.611 miliardi di dollari, in sostanza un terzo di tutto l’incremento che ha subito il debito pubblico statunitense durante gli otto anni di gestione del guerrafondaio Bush (3). 

Lui, il Signor Tremonti - ma non i nostri sinistri politici – queste cose le conosce bene; anzi, sa che il pacifista Obama incrementando le spese ed estendendo le guerre al Pakistan, all’Iran, allo Yemen, al Corno d’Africa ed in America Latina, dove sono in atto ingenti spostamenti di truppe (circa 20.000 militari nell’occupazione di Haiti; migliaia nelle nuove basi in Colombia e nella Triplce Frontiera in America del Sud, in Honduras e tutto il centro America) avrà una crescente necessità di dollari, che appariranno magicamente facendoli fuoriuscire dal cilindro, ossia stampandoli, cosa che fa aumentare fortemente, da qua a cinque anni, il rischio di svalutazione. 

E’ sbagliato dire che Tremonti starebbe pensando all'emissione di buoni del tesoro in dollari per finanziare le spese dello stato italiano perché spera che il dollaro possa svalutarsi, da qui a cinque anni, facendo fare un affare all’Italia, o meglio al politico di turno, ossia a lui stesso (che immaginiamo tra cinque anni sarà ancora al comando del ministero che dirige oggi, vista l’inconsistenza della classe politica che dovrebbe sostituirlo). No, l’operazione non si baserebbe sulla speranza di veder svalutato il dollaro, da qui a cinque anni, ma su una certezza: il dollaro si svaluterà sicuramente; è solo questione di tempo e cinque anni sono un periodo sicuramente sufficiente per assistere alla sua svalutazione, e forse anche alla sua fine!

Dunque, Tremonti ben sapendo che il dollaro da qui a cinque anni si svaluterà ha pensato bene di orchestrare questa manovra, che ben possiamo definire truffa. Ammettiamo che con tale operazione riesca a raccogliere 1.000 milioni di dollari, da restituire con un interesse ad esempio del 5%, che porta il debito complessivo a 1.050 milioni di dollari. Oggi, al cambio di 1,41 dollari per Euro, si ritroverebbe ad incassare circa 710 milioni di euro. Se il dollaro, in questi cinque anni si dovesse svalutare ad esempio del 50%, passando dagli attuali 1,41 a 2,11, lo stato italiano si ritroverebbe a dover pagare, per i 1.050 milioni di dollari ricevuti cinque anni prima, meno di 500 milioni di Euro. Un bell’affare per lo stato, una vera e propria truffa per i cittadini!

Il dollaro è da considerarsi carta straccia e lo sta salvando solamente il fatto che è la moneta di riferimento per le transazioni economiche, soprattutto del petrolio. Di conseguenza tutti gli stati sono costretti ad avere scorte di dollari (le famose riserve internazionali).

L'area di utilizzo del dollaro, però, è destinata a ridursi; infatti, in Africa, in America Latina ed in Medio oriente stanno nascendo o si cominciano ad utilizzare monete alternative, regionali. La Cina, al momento il più grande detentore di dollari, si sta liberando delle sue riserve in dollari, acquistando oro o investendoli in altri paesi asiatici, in Africa e in America Latina. 

Se il principale prodotto del mondo, il petrolio, riuscisse a svincolarsi del dollaro, ossia si potesse commercializzare anche in Euro o altra moneta, allora arriverebbe veramente la fine per il dollaro. Tutti gli stati, che detengono dollari sarebbero costretti a liberarsi per acquistare la nuova moneta necessaria per acquistare il petrolio. Questa enorme quantità di dollari in vendita farebbe crollare il suo valore.

Certamente le cose non succederanno da un momento all’altro, ma succederanno. Il dollaro è destinato ad essere sostituito perché il paese emissore è in crisi profonda e non da più le garanzie che offriva una volta.

Di seguito, proponiamo una tabella (4) con la quantità, in percentuale, delle varie monete utilizzate come riserva dai vari stati del mondo, negli ultimi dieci anni (dal 1999 al 2008).

Mmonete_di riserva_1999_2008.jpg

Il Dollaro, pur continuando ad essere largamente la principale moneta di riserva (nel 2008, il 64% delle riserve internazionali era costituita da dollari), mostra lievi ma inequivocabili segni di flessione. Sarà, però nei prossimi anni che si accelererà la caduta.

Il ministro Tremonti se sta pensando a buoni del tesoro in dollari, è perché pensa che si svaluterà. E’ dunque una truffa, di cui però i partiti di sinistra, oggi stampella del capitale, si guardano bene dal parlare.

Attilio Folliero, Caracas, 27/01/2010

_________

1) Una serie di articoli sul dollaro, la crisi economica, le guerre statunitensi e l’ascesa di nuovi protagonisti:

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Paul Harris, Traduzione di Tito Pulsinelli, 28/02/2003, Che succederebbe se l’Opec passasse all’Euro?, Url: http://www.lapatriagrande.net/04_opiniones/tito_pulsinelli/pulsinelle_finedelldollaro.htm

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Attilio Folliero e Cecilia Laya, 09/02/2004, Il dollaro, l'eruo, il petrolio e l'invasione nordamericana, Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2002-2005/2004_02_09_dollaro_euro_petrolio_usa.htm#inizio;

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Attilio Folliero, 10/03/2006, La próxima guerra. Irán en la mira, Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2006/2006_03_10_la_proxima_guerra.htm;

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Attilio Folliero, 01/06/2006, Venezuela y Opep evaluan nuevas monedas para el intercambio del petroleo, Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2006/2006_06_01_venezuela_opep_abandono_dolar.htm

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Attilio Folliero e Cecilia Laya, 22/10/2008, Il destino del dollaro e dell'economia capitalistica statunitense, URL: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2008/2008_10_22_destino_del_dollaro.htm;

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Attilio Folliero, 21/02/2009, Las reservas internacionales para enfrentar la crisis económica, Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_02_21_reservas_internacionales.htm;

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Attilio Folliero, 31/03/2009, La crisi economica attuale, Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_03_31_crack_dow_jones.htm;

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Attilio Folliero, 24/04/2009, Nuove monete e segnali di una fine del dollaro come moneta internazionale, Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_04_24_nuove_monete.htm;

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Tito Pulsinelli/Selvas, 06/05/2009, Fino a quando la Cina finanzierà gli USA? Selvas intervista Attilio Folliero, Url: http://www.folliero.it/06_stampa_radio_tv_laya_folliero/stampa/2009_05_06_selvas_intervista_attilio_folliero_cina.htm;

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Attilio Folliero, 23/05/2009, La Cina aumenta le riserve auree del 75%, Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_05_23_riserve_auree_cina.htm;

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Attilio Folliero, 16/06/2009, Verso un mondo con nuovi protagonisti (BRIC e OCS),  Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_06_16_bric.htm;

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Attilio Folliero, 23/06/2009, Iran: tra crescita economica e rivoluzione dei colori, Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_06_23_iran_musavi_rivoluzione_dei_colori.htm;

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Tito Pulsinelli/Selvas, 19/07/2009, Il debito pubblico USA al massimo storico. Selvas intervista Attilio Folliero, Url: http://www.folliero.it/06_stampa_radio_tv_laya_folliero/stampa/2009_07_19_selvas_intervista_attilio_folliero_debito_pubblico_usa.htm;

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Attilio Folliero, 17/11/2009, Il debito pubblico USA oltre i 12.000 miliardi, Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_11_17_debito_pubblico_usa_oltre_12000_miliardi_us$.htm;

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Attilio Folliero, 14/01/2010, Bilancio economico 2009: s'inasprisce la crisi, volano le borse!, Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2010/2010_01_14_bilancio2009.htm;

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Attilio Folliero e Cecilia Laya, 23/01/2010, La Cina prossimo leader dell'economia mondiale e la Russia leader in Europa, Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2010/2010_01_23_cina_russia_pwc.htm;

2) Ne parla ad esempio Valerio Lo Monaco de “La Voce del Ribelle”, url, www.ilribelle.com, sito diretto da Massimo Fini, Bond in dollari? Si, come no, articolo leggibile liberamente all'Url: http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6706

3) Sulla crescita del debito pubblico Usa durante il primo anno di presidenza di Barack Obama vedasi Attilio Folliero, 14/01/2010, Bilancio economico 2009: s'inasprisce la crisi, volano le borse!, Url: http://www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2010/2010_01_14_bilancio2009.htm

4) Tabella elaborata su dati di fonte wikipedia, Url: http://en.wikipedia.org/wiki/Reserve_currency

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