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Obama chiama, l’occidente risponde

Il seguente articolo è uno dei più letti di Attilio Folliero. Tradotto in varie lingue (portoghese, spagnolo, inglese, francese e giapponese) è stato ripreso e pubblicato da migliaia di siti web. Una ricerca in google (vedasi screenshot) del titolo esatto in italiano, mostrava migliaia di link, ovvero migliaia di siti che lo avevano pubblicato o ne consigliavano la lettura. 

google

 

Tra l'altro in merito a questo articolo sono stati inviati centinaia di messaggi. Per tutti, pubblico il più inatteso, quello inviato dai cristiani evangelici. E' notorio l'ateismo e l'estrema avversione dellos crivente per ogni religione. Si ringrazia pertanto, pubblicamente, il signor Gianluca Morotti, Cristiano Evangelico, che in nome della libertà di opinione e libero da pregiudizi ha pubblicato un articolo come questo.

 

"Ho pubblicato il suo articolo questa mattina sul mio sito (http://www.sequenzaprofetica.org/2010/05/quando-obama-chiama-loccidente-risponde/) perchè ritengo importante che il popolo cristiano comprenda il periodo cruciale nel quale stiamo vivendo. Tra noi non vi sono tante voci che si elevano fuori dal coro, e questo è un male, considerando che la Chiesa del Signore è stata chiamata a denunciare oltre all'errore, anche l'inganno che avrebbe caratterizzato gli ultimi tempi. Mi sono permesso di catalogarla sotto la frase "figlio di questo secolo", ma si tratta di una frase pronunciata da Gesù ai discepoli con la quale il maestro voleva riprendere i suoi più intimi per la loro totale incapacità di discernere i tempi. Grazie ancora per il suo servizio e buon lavoro. Io ogni tanto la seguirò. Gianluca MOROTTI"

Obama chiama, l’occidente risponde

Attilio Folliero, Caracas 24/05/2010

Gli stati occidentali obbligati ad aiutare gli Stati Uniti! Gli Stati Uniti hanno un debito pubblico spaventoso, praticamente 13.000 miliardi di dollari, ai quali si aggiungono decine di migliaia di miliardi di dollari in altre obbligazioni. Una parte del debito pubblico statunitense è finanziato dagli stati esteri, mediante l’acquisto di titoli di stato del tesoro Usa.

Alla fine di marzo del 2010, gli stati esteri detengono titoli di stato USA per un importo totale di 3.884,60 miliardi di dollari, secondo l’ultimo dato pubblicato lo scorso 17 maggio (1).

Il dato è in continuo aumento, se è vero che tale importo ammontava a 3.071 miliardi a fine dicembre 2008; un anno dopo era 3.689 ed alla fine del primo trimestre di quest’anno è – come visto – 3.884 miliardi.

Il principale paese detentore di questi titoli di stato è la Cina, che secondo l’ultimo dato detiene 895,20 miliardi di dollari, pari al 23,4% del totale. In realtà la Cina alla fine di luglio del 2009 era arrivata a detenere 939.90 miliardi. La Cina è anche il paese con la più alta riserva internazionale in dollari (2). In caso di un collasso del dollaro, la Cina sarebbe il paese che più di tutti ci rimetterebbe, oltre agli Usa, pertanto da mesi sta cercando di convincere gli Usa a cambiare la propia política fondata sull’espansione del debito e l’incremento delle spese militari (3).

La Cina non avendo ricevuto risposte positive, soprattutto dopo l’avvento di Obama, che ha continuato la política dei propri predecessori, si è vista costretta, per tutelarsi da una possibile svalutazione del dollaro, a ridurre la riserva internazionale in dollari (4), ad aumentare il possesso di oro (5) e soprattutto investendo i propri dollari in progetti di sviluppo, in varie parti del mondo, dall’Asia, all’Africa, all’America Latina, creando anche fondi in valuta locale. Ovviamente non può liberarsi totalmente e repentinamente dei dollari, ma lo sta facendo poco per volta.

Tra le misure adottate dalla Cina, per ridurre il possesso di dollari, c’è la riduzione del possesso di titoli di stato Usa. Infatti, dopo aver raggiunto a luglio 2009 un quantitativo di titoli pari a 939,90 miliardi di dollari, ha progressivamente ridotto tale quantità, almeno fino allo scorso febbraio, quando aveva titoli pari a 877,50 miliardi; nell’ultimo mese ha aumentato il possesso dei titoli Usa del 2,02%. In ogni caso la Cina da Luglio 2009 a marzo 2010 ha ridotto del 4,76% il possesso di titoli Usa, così come Russia (-15,00%), India (-23,44%), Malesia (-12,00%) ed altri.

Barack Obama per far fronte a questa improvvisa riduzione di credito da parte di questi stati, ha chiesto ai paesi occidentali, in particolare ai paesi del G7 di farsi carico di questo ammanco, aumentando l’acquisto di titoli di stato del debito Usa. Ovviamente quando gli Usa chiedono qualcosa ai paesi alleati, questi completamente succubi della “superpotenza”, si sentono obbligati a rispondere.

E così paesi in forte crisi, come il Regno Unito che proprio a causa della crisi stava monetizzando i soldi investiti all’estero, in particolare i titoli Usa, si è visto costretto a distogliere miliardi necessari a mitigare la crisi nel proprio paese e passarli agli Usa. Il Regno Unito, fra dicembre 2008 e luglio 2009 aveva dminuito il possesso di titoli Usa da 123,90 a 94,90  miliardi ed invece negli ultimi 8 mesi ha praticamente triplicato tale somma, arrivando ad avere 279 miliardi, come se in questo periodo avesse un enorme surplus di bilancio da investire all’estero! Complessivamente i 6 paesi che assieme agli Usa conformano il G7 sono passati da 856,80 miliardi di dollari in titoli Usa, del dicembre 2008 ai 1.253,40 miliardi del marzo 2010. 

Tabella
Pricncipali paesi che detengono titoli di stato Usa
Dati in miliardi di dollari al 31/12/2008, 31/07/2009, 31/12/2009 e 31/03/2010
 Titoli Usa in possesso dei paesi esteri. Dicembre 2008-Marzo 2010

E l’Italia, che si accinge ad una manovra finanziaria supplementare? L’Italia a dicembre del 2008 aveva 15,60 miliardi di dollari investiti in titoli Usa; oggi ne possiede 20,50 miliardi! E’ vero che negli ultimi tre mesi ha diminuito di 0,60 miliardi il possesso di tali titoli, ma si accinge a varare, così come tutti gli altri paesi del gruppo,  una rigida manovra finanziaria, che probabilmente potrebbe evitarsi semplicemente attingendo a questi soldi investiti, o per meglio dire prestati agli Usa. Il buon padre di famiglia, per usare una espressione tanto cara e diffusa nella legislazione italiana, nei periodi di abbondanza mette da parte i soldi per i periodi di magra; appunto, quando arriva il bisogno attinge ai risparmi messi da parte. Perchè il governo italiano non può comportarsi come il buon padre di famiglia ed attingere ai risparmi investiti in Usa?

Ovviamente non è questo il problema; il problema vero è che l’Italia e gli altri paesi occidentali sono letteralmente succubi degli alleati statunitensi e come in tanti casi hanno rinunciato alla propria sovranità.

La Spagna, altro paese occidentale in profonda crisi e bisognosa di soldi ha più che triplicato gli aiuti agli Usa: dai 4,20 miliardi di dollari del dicembre 2008, è passata ad avere titoli del debito Usa pari a 13,50 miliardi!

E così i paesi di nuova soggezione agli Usa, come i paesi dell’Europa dell’Est, stanno incrementando gli aiuti agli Usa. La Polonia, ad esempio, dai 3,30 miliardi di dollari in titoli Usa, del dicembre 2008, è passata ad avere 23,40 miliardi, a marzo 2010.

Quando gli Usa chiamano, per i governi dei paesi occidentali è un obbligo rispondere.

Attilio Folliero, Caracas 24/05/2010

Nota

__________________________________

(1)        A metà di ogni mese, il Dipartimento del Tesoro Usa aggiorna i dati dei titoli di stato Usa in possesso dei paesi esteri, riportando quelli relativi a due mesi anteriori, ossia a metà maggio ha fornito i dati relativi alla fine di marzo; a metà giugno quelli relativi a fine aprile. Url: http://www.treas.gov/tic/mfh.txt

(2)        La riserva internazionale cinese totale, secondo l’ultimo dato (30/03/2010) del Banco del Popolo, la banca centrale, è pari a 2.447,08 miliardi di dollari, Url: www.pbc.gov.cn/diaochatongji/tongjishuju/gofile.asp?file=2010S09.htm

(3)        Per quest’anno, il presidente Barack Obama ha presentato un bilancio di previsione in cui le spese militari sono oltre 700.000 milioni di dollari, il più alto nella storia degli Usa ed il Congresso ha approvato il déficit di bilancio pari a 1.900 miliardi di dollari, ossia ha autorizzato il governo a portare il debito pubblico Usa complessivo a 14.294 miliardi di dollari. Fonte: Dipartimento del tesoro, Url: http://www.treasurydirect.gov/govt/govt.htm

(4)        Vedasi “Segnali di una imminente fine del dollaro come moneta di riferimento mondiale”, Url: www.lapatriagrande.net/nuove_monete_segnali_fine_dollaro.htm e “Fino a quando la Cina finanzierà gli Usa?”, Url: http://selvasorg.blogspot.com/2009/05/fino-quando-la-cina-finanziera-gli-usa.html

(5) Vedasi l’articolo “La Cina aumenta le riserve auree del 75%”, Url: www.folliero.it/02_articoli_attilio_folliero/2009/2009_05_23_riserve_auree_cina.htm

 
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